Adesso segno io

Se Totti mantiene la sua promessa e Vucinic fa il Vucinic, la strada della Roma è tutta in discesa. «I gol me li sto tenendo per il girone di ritorno» ha detto il capitano dopo la partita contro il Catania. Mirko, invece, si è risvegliato dal letargo con due giornate d'anticipo rispetto alle sue abitudini. Buon segno. Perché la carriera del goleador Vucinic ha una tendenza piuttosto chiara: vede la porta con più facilita nella seconda parte della stagione. Dall'annata del suo primo gol in serie A - 2003/04 a Lecce - è andato a segno 29 volte nel girone d'andata (compresi i 5 sigilli di quest'anno) e 41 nel ritorno. Il bello, quindi, deve ancora venire. L'ultima «prova» è la scorsa stagione, quando Vucinic realizzò 11 reti sulle 14 totali in campionato dalla 20ª giornata in poi, trascinando la Roma nella rimonta miracolosa sull'Inter. Poi si è fermato di nuovo. Ma fino a un certo punto: grazie alla doppietta rifilata al Catania è salito a cinque centri stagionali (in Champions è ancora a secco). Un bottino di tutto rispetto se si pensa a quanto (poco) spazio ha avuto finora, tra piccoli infortuni, turnover e panchine mal digerite. Anche giovedì scorso il montenegrino si aspettava di giocare dall'inizio. La rabbia l'ha sfogata segnando, per la felicità di Ranieri che per tranquillizzarlo gli ha consegnato con largo anticipo una maglia da titolare nella sfida di domani alle 12.30 sul campo della Sampdoria: la prima occasione di rivincita dopo il ko dell'anno scorso che costò lo scudetto ai giallorossi. «Gioca Mirko» ha detto giovedì il tecnico lanciando un messaggio implicito a Totti: tu partirai dalla panchina. Si va avanti con il turnover e stavolta tocca alla coppia meno schierata da Ranieri: Borriello-Vucinic. Il primo forte e continuo, l'altro una scheggia impazzita che quando prende la direzione giusta può far male a chiunque. Dai numeri di questa stagione emerge un'altra verità sorprendente: il montenegrino ha una media gol migliore di Borriello, capocannoniere giallorosso in campionato con nove reti. Mentre l'ex milanista ha fatto centro una volta ogni 155 minuti (compresa la prima giornata giocata con la maglia del Milan), Vucinic ha segnato una rete ogni 123 minuti. Non solo. Tutti e cinque i timbri stagionali li ha messi nell'ultimo quarto d'ora delle partite: il gol-vittoria con l'Inter, il rigore della sicurezza nel derby, il sigillo con il Lecce e la doppietta dell'altro ieri al Catania. Uno così è meglio tenerselo stretto. E infatti nella lista dei giocatori da cedere stilata da Unicredit il suo nome non c'è. Anzi: la banca ha suggerito agli attuali dirigenti di non accettare un'offerta arrivata dall'Inghilterra (del Tottenham?) per il numero 9. La cifra era bassa - inferiore ai dieci milioni di euro - ma soprattutto Vucinic viene considerato un tassello fondamentale per il futuro del club. E chiunque sarà il successore dei Sensi non potrà che partire dalla sua conferma. Il montenegrino, come gran parte dei giocatori, aspetta il cambio di proprietà con una certa smania: vuole sentirsi trattato (economicamente e non solo) come uno importante, cosa che ultimamente non si è verificata.