Roma, l'inseguimento continua

Si riparte. Da vecchi obiettivi e nuovi principi. L'obiettivo della Roma era e resta quello di riagganciare la vetta del campionato e tornare a contare nella corsa scudetto: il Milan capolista è «solo» sei punti più su. I nuovi principi sono quelli dettati da Ranieri che getta acqua sul fuoco di uno spogliatoio che a un certo punto sembrava essere sul punto di esplodere. Il tecnico giallorosso alla vigilia del match dell'Olimpico col Catania fa il pompiere e cerca di tener lontano dal suo gruppo i malumori e le tensioni che hanno alimentato questo inizio di anno. Tra giocatori che vanno dall'altra parte del mondo e faticano a tornare, altri che restano a curarsi a casa mandando foto ricordo e chi invece giura amore eterno, aspettando tutti la stessa cosa: che si capisca cosa succederà in casa giallorossa da qui ai prossimi mesi. Che si concretizzi questo fantomatico nuovo acquirente a stelle e strisce, o si torni all'ipotesi italiana: l'importante è fare chiarezza così ognuno potrà fare le sue scelte con cognizione di causa. Ma intanto succede anche che il campionato si rimette in moto e c'è da giocare una partita difficile e che sbagliarla vorrebbe dire iniziare col piede sbagliato un 2011 che, in un senso o nell'altro sarà fondamentale per il futuro della Roma. Ranieri quindi parte deciso per blindare i suoi. «I ragazzi sono sereni, Adriano (non convocato, ndr) è arrivato in ritardo per problemi burocratici che conoscevamo, ora dovrà mettersi in pari con i compagni. Pizarro è ancora in Cile e partirà Bertelli per stargli vicino. Ma i ragazzi sono carichi, vogliosi di fare bene e io li ho trovati in forma». Ma il caso-Pizarro merita una specifica. «Non sono deluso dal suo comportamento - continua Ranieri - il ragazzo ha avuto diversi problemi ed è umano e normale che una volta tornato a casa abbia voluto accertarsi delle sue condizioni. Mi auguro che ci metta poco a guarire e che torni presto perché per me è importantissimo e soprattutto rimane al centro del progetto tecnico. Problemi con lui? Nessuno e credo altrettanto lui con me: le cose le dico in faccia». Finita? Macchè, ecco il mercato. «Non prendiamo nessuno: ne Behrami, ne Sculli, dobbiamo vendere». E il turn-over. «Su De Rossi devo decidere. Totti? Domani vedrete. Gioca la Roma, se tutti capiranno che tutti sono importanti faremo un bel campionato, altrimenti no. In porta? Se sta bene al cento per cento non ci sono ballottaggi: gioca Julio Sergio». E chiusura sull'ambiente dopo le polemiche innescate dai «papponi a Trigoria» di De Rossi. «Non tocca a me dire certe cose, per me è importante che i giocatori in campo diano tutto. Dobbiamo saper navigare in tutti i mari e il mare di Roma è sempre mosso, lo sappiamo benissimo». Sulla formazione le quotazioni dell'ultima ora danno in rialzo Mexes per la difesa al posto di Burdisso, e Totti in attacco per Vucinic. Unico dubbio vero a centrocampo legato alle condizioni di De Rossi che dovrebbe partire dalla panchina.