Il pianista zittisce i detrattori

Innanzituttotrenta punti in quindici partite, media di due ogni gara in questo straordinario scorcio di campionato. Poi si possono aggiungere le quindici gare della passata stagione con 24 preziosissimi punti che valsero una sospirata salvezza. In totale sono 54 punti punti in trenta partite, un bottino da dieci e lode. Senza dimenticare il recupero di giocatori che sembravano ormai persi, rivalutati e restituiti alla ribalta con un sapiente lavoro psicologico. Eppure, basta una sostituzione sbagliata per far gridare al catenacciaro o una sconfitta immeritata (quella col Cesena) per condannarlo subito a una pensione anticipata. Per carità, sbaglia anche lui alcune scelte ma, considerando quanto visto negli ultimi anni, le critiche sono perlomeno esagerate se non ingenerose. «La Lazio è troppo difensivista», «Reja inserisce un centrocampista al posto di un attaccante e la squadra capisce che bisogna chiudersi», sono solo alcune delle frasi più gettonate di quelli che sparano sul pianista senza guardare la realtà di una classifica da impazzire. Per fortuna la sontuosa prestazione della Lazio zittisce i detrattori dell'attuale tecnico biancoceleste che sta portando stabilmente la sua banda nelle zone alte. Certo, ora viene il difficile perchè all'orizzonte c'è la trasferta di Torino contro la Juve (sciopero permettendo) poi l'Udinese in casa prima dell'agognata sosta natalizia. Non tanto per il valore degli avversari che pure sono due ottime squadre ma perché il netto successo contro l'Inter, seppure incerottata, potrebbe aver acceso definitivamente le luci della ribalta sulla formazione biancoceleste. Finora in pochi davano credito alla Lazio ma, aver battuto in quel modo i campioni d'Italia dando una dimostrazione di forza, renderà ancora più complicati i prossimi impegni di Zarate & Co.