Primo capitolo di un trittico spettacolare

Domaniall'ora del «brunch», termine di importazione che sintetizza la via di mezzo tra la prima colazione e il pranzo, la Lazio in cerca di rivincite, ma soprattutto tesa a ritrovare se stessa e i suoi umori più felici, attende il Napoli, lanciato verso le primissime posizioni. Si chiuderà domani sera con il derby milanese, in netta controtendenza rispetto al più recente passato, nerazzurri non più votati ad amministrare vantaggi sontuosi, ma costretti invece all'inseguimento dei rivali cittadini, i soli che di questi tempi riescano a trarre confortanti auspici dalla soggezione degli arbitri, che in altri tempi si sarebbe definita sudditanza psicologica. Su tutte queste interpreti dell'alta classifica si è abbattuta, nella fase di avvio della stagione, la tempesta degli infortuni a raffica: che ha travolto l'Inter, ma ha pesantemente condizionato anche la Juventus, la Roma e perfino il Milan, forse in più modesta misura. Stasera si rinnova, tra Juventus e Roma, una sfida dai sapori antichi, ma sempre attuali, le mitiche rivali degli Anni Ottanta, con incroci significativi anche nelle stagioni dominate dall'Inter. Torna a Torino Claudio Ranieri, che la sua personale rivincita su certi amministratori incapaci e saccenti e soprattutto su certa stampa parrocchiale se l'era presa nel campionato scorso. Stavolta, come ha ribadito in una conferenza stampa dedicata ai soli temi calcistici, il tecnico romanista vuole la continuità di un cammino da un mese felicemente intrapreso, quello che ha portato la Roma da posizioni disagiate da tempo ignorate al ruolo di protagonista che le previsioni le assegnavano, fino a tornare in corsa per traguardi ambiziosi. Abbondanza in attacco, ma il bollettino medico della vigilia parla di difesa ancora orfana di Juan e di centrocampo per tre quarti indisponibile: ai box Taddei, Perrotta e perfino quel Pizarro che stranamente era stato portato in panchina per il derby, non il primo né l'ultimo dei misteri buffi che riguardano il settore sanitario, ma anche le rispettive comunicazioni. Dunque con Simplicio e De Rossi dovrebbe esserci Brighi, la cui collaudata esperienza potrebbe essere privilegiata nei confronti della bella verve di Greco, già solida presenza nell'organico. Con Menez trequartista, due poltrone per tre, anzi per due una volta data per scontata la presenza di Vucinic: dunque Totti e Borriello, una frase di Ranieri sugli automatismi sembra suggerire la preferenza per il capitano. Certo sarebbe profonda malinconia vedere inizialmente in panchina due immagini sacre come Totti e Del Piero. Auspicabile una calorosa accoglienza al rivale forse più temibile, Alberto Aquilani, che nessuno qui è disposto a dimenticare.