Aggrappati ai colpi di Totti e Borriello

Lasolita strage, non soltanto in Italia, per non parlare degli sgradevoli echi che comunque la folle serata di Genova inevitabilmente produrrà, senza per altro offrire il minimo ammaestramento agli scemi cronici delle nostre curve avvelenate. Gli appuntamenti con le coppe disegnano un calendario strano, partenza a razzo e chiusura con fuochi d'artificio, nel mezzo un pomeriggio domenicale non memorabile, almeno per i riflessi sull'alta classifica. Milan e Roma di scena stasera, l'Inter domani, ma all'ora dell'aperitivo, a chiudere il programma il posticipo domenicale con la Lazio capolista al San Nicola di Bari. Stavolta i buoni propositi espressi nell'incontro tra vertici arbitrali ed esponenti dei club un risultato lo hanno prodotto: polemiche e malumori già diffusi prima di cominciare a giocare, sono state sufficienti le designazioni: l'Inter ritrova il carceriere di Mourinho, la Lazio si imbatte in Rocchi, conflittualità di lunga data, la Roma fa scongiuri, con Damato perse la decisiva sfida con la Samp per un rigore ignorato. Scelte coraggiose da parte di Braschi? Qualcuno potrebbe definirle temerarie. Dunque, dopo la trasferta del Milan a Verona, non più fatale anche perché nel frattempo è cambiato l'interlocutore, ci si trasferisce all'Olimpico per verificare l'ennesimo tentativo di risalita della Roma, tuttora penultima e sia pure con la nobile compagnia di Fiorentina e Parma. Arriva il Genoa, dagli umori altalenanti ma forte di rispettabile organico, a partire da Luca Toni passato da queste parti lasciando qualche segno positivo. Perduti in omaggio alle rispettive Nazionali due pezzi da novanta come De Rossi e Vucinic, Ranieri non è neanche sicuro di poter contare su Pizarro e Menez, l'emergenza non dà tregua, ora più che mai sono indispensabili i risultati, se si vogliono raggiungere meno precarie posizioni di classifica. Si ripropone, in attacco, la coppia Totti-Borriello, finora non c'è stata occasione di apprezzarne la sintonia, attesi segni di risveglio da due talenti indiscutibili, invocato un comune senso di responsabilità dal resto della truppa.