Fastidioso al solo pronunciarlo: tetraidrogestrinone, o THG.

Squalificatoper due anni dalla Federazione, spazzate dagli albi le affermazioni internazionali, escluso a futura memoria dai Giochi per decisione del Comitato olimpico britannico, Chambers rese pubblici i propri misfatti elencando una per una le penose misture utilizzate. Superato il periodo di squalifica, visibilmente osteggiato da organizzatori e avversari, nelle ultime stagioni il velocista ha recuperato parte del terreno perduto guidando nel 2006 la staffetta 4x100 di sua Maestà al successo nei campionati europei e salendo sul gradino più alto del podio dei 60 metri indoor sia nei campionati continentali del 2009 sia, nello scorso inverno, nella rassegna mondiale di Doha. 32 anni, moglie e tre figli sulle spalle, additato come un reprobo, indebitato con la propria Federazione, penalizzato rispetto ad altri colleghi di sport usciti indenni da analoghe e sospette manipolazioni chimiche, Chambers è uno dei favoriti nella finale dei 100 metri che stasera chiuderà la seconda giornata dei campionati di Barcellona. Dwain vincerà se riuscirà a contrastare il nigeriano naturalizzato portoghese Francis Obikwelu, tre titoli europei alle spalle e un personale di 9.86, e un ventenne francese a nome Christophe Lemaitre che deve la sua notorietà internazionale per essere diventato, il 9 luglio, bloccando i cronometri a 9.98, il primo atleta bianco capace di scendere sulla distanza sotto la soglia dei 10 secondi netti, dopo la bellezza di 72 atleti di colore. Fin troppo scontato, alla vigilia dello scontro tra Chambers e Lemaitre, sottolineare il vistoso contrasto, simbolico oltre che iconografico, tra il nero e il bianco, tra il maudit e l'innocente, il diavolo e l'acqua santa. Impegnati ieri nelle batterie, i tre atleti hanno giocato con gli avversari: 10.19 per Lemaitre, 10.21 per Chambers, 10.27 per Obikvelu. Stasera, dinanzi al televisore, in città, al mare o in montagna, la risposta definitiva, semifinali alle 19.50, finale alle 21.45.