La rivincita americana

La vendetta è vincere a raffica. McLain Ward, trentacinquenne cavaliere statunitense l'ha messa in atto dominando un Gran Premio Roma (2 manche con ostacoli a 1,60, 200 mila euro, 49 partenti) di spessore mondiale. Sua compagna fedele, anche ieri nell'ovale di Villa Borghese, la saura quindicenne belga Sapphire, con la quale nel 2008 ha conquistato l'oro olimpico a Pechino 2008 e che gli era stata stoppata un mese e mezzo fa a Ginevra nella finale di World Cup Indoor con l'accusa pesante ma velata di doping poi rivelatasi totalmente infondata. Prima di Roma Ward con l'«assolta» Sapphira aveva vinto anche in Francia, a Le Baule. Il premio conclusivo di una Piazza di Siena che per l'Italia è stata ancora una volta più ombre che luci è iniziato con una prima manche su un percorso così impegnativo (16 salti) da consigliare subito lo chef de piste Uliano Vezzani ad alzare il tempo limite di percorrenza. Per la maggior parte dei dieci cavalieri italiani in gara la competizione si è rivelata superiori alle loro forze, con qualche acuto, quello di Cristofoletti in sella a Las Vegas che per un solo errore non andava alla seconda manche. Degli azzurri selezionati per la Coppa delle Nazioni di venerdì (Italia settima) solo Natale Chiaudani con Seldana riusciva a superare il turno, mentre Govoni su Aboyeur abbatteva ancora una volte le tavole pur mantenendo la quattordicesima posizione. Solo tredici erano però promossi, tra cui undici netti (in cui Chiaudani) e due con penalità minori. All'ultimo giro Chiaudani e Seldana (vicecampioni europei 2009) sbagliavano all'oxer con fosso finale e concludevano noni (quarti l'anno scorso) mentre Ward e Sapphira (11 al toto) vincevano davanti alla mitica coppia britannica John Whitaker/Peppermil e al brasiliano Rodrigo Pessoa (primo 2009) con Rebozo. Ward in questa Piazza di Siena ha centrato non solo il Gran Premio Roma ma anche la prima competizione di giovedì (in sella a Pjotter), poi il sesto posto (un inatteso scivolone) in Coppa delle Nazioni ( sempre con Sapphire) e sabato ancora un significativo successo nel Premio HippoGroup Capannelle (su Rothchild): «Nel 1993, a 17 anni, quando gareggiai per la prima volta a Piazza di Siena mi chiesi quando vi avrei vinto un Gran Premio. Ora è realtà grazie a Sapphire, da 8 anni con me e con cui punto ai Mondiali in casa, negli Usa, a settembre». Ieri il cavaliere yankee è stato premiato, come tradizione, dal sindaco di Roma Gianni Alemanno che si è poi affacciato in conferenza stampa accanto a Ward: «Piazza di Siena è un nostro fiore all'occhiello, uno spettacolo unico e straordinario». Che si è concluso con il coinvolgente Carosello dei Carabinieri.