Successo tricolore

Abbiamo dovuto aspettare 12 tappe per vedere finalmente un italiano esultare in questo Giro, ma ne è valsa la pena: a brillare sotto il sole di Porto Recanati è infatti il Tricolore di Filippo Pozzato, campione nazionale in carica e quindi il più adatto a rappresentare visivamente la voglia di riscatto dei nostri. E non è peregrino parlare di voglia di riscatto, visto quanto accaduto nel finale della frazione di ieri: dopo uno svolgimento abbastanza ordinario della corsa (fuga a tre di Flens, Kaisen e Krivtsov, successivo recupero da parte dei team dei velocisti), sulla salitella di Potenza Picena (a 12 km dal traguardo) è successo qualcosa che non sarebbe accaduto se mercoledì nella tappa dell'Aquila i big non fossero stati sbeffeggiati da una fuga di 56 corridori che ha stravolto il Giro.   E quindi, proprio in cerca di riscatto, prima Garzelli e Vinokourov, poi altri grossi nomi come Basso, Nibali, Cunego, Scarponi, hanno fatto le scintille su quella rampetta. Ritrovandosi così in testa, tutti e sei, insieme a Pinotti e Pineau (che si erano avvantaggiati poco prima), e a Pozzato e Voeckler (bravissimi a intuire che quell'azione sarebbe andata lontano), con un vantaggio risicato (sempre tra i 10" e i 20") sugli inseguitori, ma ben determinati a portare quei pochi secondi fino all'arrivo. Dietro, insieme a Sastre e Tondo (protagonisti della fuga dell'Aquila), un nervosissimo Evans, che ha litigato con Mazzanti e soprattutto con Righi, rei di spezzare i cambi tra quelli che tiravano per inseguire. Sfumata la volata di gruppo, la vittoria di giornata è stata questione di quei 10: all'ultimo chilometro Vino ha provato un allungo, con Nibali alle calcagna; ma in dirittura d'arrivo gli altri 8 sono rinvenuti, con Pozzato bravo a tenere a bada un tignoso Voeckler e a vincere. Con Porte sempre in rosa, oggi si va da Porto Recanati a Cesenatico, 223 km con le salite di Perticara e Barbotto nel finale: dato il trend, ne vedremo delle belle.