L'ultima sfida di Fisichella

Destino beffardo. L'anno scorso Giancarlo Fisichella ha coronato il sogno di una vita, guidando una Ferrari in Formula 1. Pochi mesi dopo è rimasto senza monoposto. Di fronte il bivio: a 37 anni appendere il casco al chiodo accontentandosi di fare il collaudatore o lanciare una nuova sfida? Per chi lo conosce non c'erano dubbi: «Fisiko» parteciperà, sulla Ferrari 430 GTC, alla Le Mans Series 2010. Giancarlo, ad aprile si comincia. Che sensazioni ha provato nei test? «Sto trovando il giusto feeling con la 430 GTC e con un modo di lavorare nuovo. C'è una bella atmosfera nella AF Corse: accanto a piloti con grande esperienza nelle gare Granturismo ci siamo Alesi e io che veniamo dalla F1. La macchina di base è competitiva e affidabile: non a caso ha appena vinto la 12 Ore di Sebring». Com'è stato il passaggio alle ruote «coperte»? «Bisogna cambiare completamente mentalità. Nelle competizioni di durata si deve trovare il compromesso fra le tue esigenze e quelle dei compagni di squadra. In gara l'importante è essere costanti e allungare il più possibile la vita delle gomme per diminuire i pit-stop. Anche lo stile di guida cambia: si deve gestire una macchina pesante, con un impianto frenante diverso così come il carico aerodinamico. Però la 430 è una macchina che deriva dalla produzione di serie, abbastanza semplice da condurre». Raikkonen nel rally sta soffrendo. «Il rally è una disciplina totalmente diversa - si corre su strada, ci si deve affidare alle note del copilota - mentre io continuo a correre in pista. E poi Kimi, passato l'adattamento, si toglierà belle soddisfazioni». Quali obiettivi ha per questa esperienza? «Se guidi una Ferrari devi puntare solo alla vittoria». Come compagno di squadra avrà Jean Alesi. «Quando non ero ancora in F1 facevo il tifo per lui e poi siamo diventati amici. Ci divertiremo e faremo sicuramente bene». Le manca la Formula 1? «A Sakhir ho vissuto sensazioni strane. Durante l'inverno c'era una possibilità di tornare alla Sauber. Poi è arrivato qualcuno con la valigia e hanno fatto una scelta diversa. Peccato, ma non voglio mettermi a cercare un volante qualsiasi portando soldi alla squadra».   I nuovi team sono un disastro. Contento di non essere in nessuna di queste squadre? «Non mi interessa stare in F1 soltanto per dire di esserci. Ho avuto la possibilità di guidare per grandi e "medi" team e, l'anno scorso, ho coronato il sogno Ferrari: inutile insistere a dispetto dei santi. Certo che se si presentassero le condizioni giuste ci farei un pensierino». Un giudizio sull'esordio di Alonso e Massa. «Credo che si stia formando una bella coppia. C'è intesa fra i due: si rispettano e sanno che alla Ferrari l'interesse del team viene prima di quello individuale».