Roma 2020 si parte
Ci siamo, oggi per la prima volta la commissione appena «forgiata» dal Coni, inizierà i lavori che porteranno alla decisione sulla candidatura italiana per i Giochi Olimpici del 2020: prima riunione «d'insediamento» prevista per le ore 8.30 al Foro Italico. La Commissione di Valutazione prenderà in esame i dossier presentati dalle Città di Roma e Venezia in vista dei Giochi Olimpici Estivi del 2020. La Commissione, come è noto, è composta dal presidente del Coni, Giovanni Petrucci, dai vicepresidenti, Riccardo Agabio e Luca Pancalli, dal segretario generale, Raffaele Pagnozzi, dai membri italiani del Cio, Mario Pescante, Franco Carraro, Ottavio Cinquanta, Francesco Ricci Bitti e Manuela Di Centa, e dal rappresentante designato dalla Commissione Atleti, Anna Maria Marasi. Detto dei nomi, da oggi diventa interessante la sostanza, quello cioè che è contenuto nei due dossier consegnati quasi due settimane fa nelle mani del presidente Petrucci. Visibile la corpulenza dell'incartamento proposto dalla Capitale rispetto all'«opuscolo» stretto nelle mani di Cacciari. E, a una più attenta lettura, la forma stavolta non tradisce il contenuto. All'offerta di Venezia mancano diverse cose, alcune anche banali come se la candidatura lagunare sia stata più un atto dovuto che non una vera e propria sfida da giocare ad armi pari con Roma. Non c'è il villaggio media, tanto per dirne una, così che i giornalisti che arriveranno da tutte le parti del mondo dovranno alloggiare in uno dei costosi alberghi a cinque stelle veneziana: molto turistica come scelta. Appare incomprensibile anche il sito dove si dovrebbero svolgere le gare di fondo del nuoto, ma un po' tutta la dislocazione delle varie discipline si dovrebbe sviluppare in un'area davvero troppo ampia per una Olimpiade. A Roma si concentrerà tutto all'interno di un'area di poco superiore ai 15 chilometri quadrati, e molti degli impianti sono già pronti e solo da «adattare»: mentre Venezia dovrà costruire ex novo praticamente tutti o quasi gli impianti. Insomma, la sfida appare impari per la bellissima città lagunare, che può contare solo su un colpo di coda della Lega che già più volte si è schierata dalla sua parte. Un'«operazione» politica potrebbe cambiare le carte in tavola, ma al momento Roma sta diverse spanne avanti alla concorrente. A favore della candidata italiana le ultime novità comunicate dal Cio: Monaco di Baviera, Annecy e PyeongChang si sono candidate ufficialmente ai Giochi invernali del 2018 e, automaticamente, sono tagliate fuori dai Giochi del 2020. E senza Germania, Francia e Repubblica di Corea per l'italiana che andrà avanti sarà una corsa molto più semplice: il pericolo vero era e resta Tokyo.