Pole Vettel, ma la Ferrari c'è

«Iltedesco sbagliato». Così avranno titolato oggi i principali quotidiani della Germania. Per loro il ritorno di Schumacher alle corse era quasi l'avvento di un messia, e invece farebbero meglio a interessarsi di più a quel Sebastian Vettel che ha cominciato il 2010 così come aveva chiuso l'anno scorso: al comando. La Red Bull conquista così in Bahrain la prima pole del campionato, ma in attesa di assistere alla gara (ore 13, diretta su Rai Uno), la lieta notizia per i tifosi italiani è che la Ferrari c'è, è velocissima ed è pronta ad affrontare una stagione da protagonista. Massa e Alonso hanno chiuso le qualifiche rispettivamente al secondo e al terzo posto, distanziando di più di mezzo secondo Hamilton quarto su quella McLaren che, stando ai test, sul giro secco avrebbe dovuto essere una scheggia. Invece la Rossa è andata più forte e, se il predominio sul passo di gara dovesse essere confermato, la vittoria a Sakhir potrebbe essere per Maranello un affare di famiglia. Non male per chi, solo cinque mesi fa, arrancava lentamente nelle retrovie del gruppo. Il gruppo «all italian» agli ordini di Domenicali ha realizzato una monoposto estremamente competitiva anche se è lo stesso manager di Imola a frenare gli entusiasmi: «Oggi siamo tornati a respirare l'aria di vertice - ha detto - ma le somme si tirano dopo la gara. Ci aspetta una corsa lunga e difficile: con temperature così alte vetture, piloti e gomme saranno messi a dura prova». Se in Ferrari si ride in McLaren e Mercedes si mastica amaro. Il team di Woking ha dovuto fare i conti con le difficoltà del campione del mondo Button, solo ottavo al termine delle qualifiche e nel Q3 per il rotto della cuffia. La Mercedes, invece, dovrà gestire il non felicissimo rientro di Schumacher, finora più lento del compagno Rosberg in tutte le sessioni. Alla fine Nico si è piazzato quinto, Michael settimo dietro Webber, a quasi un secondo e mezzo dalla pole. Considerato l'ingaggio del «kaiser» (sui 40 milioni l'anno) e la sistemazione lussuosa che si è concesso a Sakhir (villa con annessa piscina), da lui ci si aspetta molto di più. All'appassionante lotta per le prime posizioni fa da contraltare la deprimente situazione delle nuove scuderie, capaci di rimediare distacchi che non si vedevano da anni e di distinguersi per la scarsissima affidabilità. La gomma staccatasi in mattinata dalla Virgin di Glock sembrerebbe dare ragione a chi definiva le «new entry» vere e proprie minacce per la sicurezza. Alla fine le Lotus erano circa 5 secondi dietro, le Virgin 6, l'Hispania di Chandhok addirittura 10. L'ipotesi ventilata da Todt di reintrodurre la regola del 107% per qualificarsi alla gara (in realtà non può farlo senza l'ok unanime dei team) sembra una frecciata proprio alle tre «tartarughe».