Milito spinge l'Inter, Fiorentina in corsa

MILANO - Diego Milito, tanto per cambiare, ha segnato. Mario Balotelli, autore dell'assist all'argentino, tanto per cambiare non ha esultato. Anzi, quando nella ripresa Josè Mourinho decide di sostituirlo con Thiago Motta si allontana dal campo sbottando contro il suo allenatore. L'Inter, guarda caso, ha vinto ancora. Anche la semifinale di andata di Coppa Italia, a San Siro, contro una Fiorentina davvero troppo brutta per pensare che tra tre settimane dovrà provare a battere una grande d'Europa come il Bayern Monaco di Robben e Ribery ed entrare definitivamente nella storia. Dopo una serie eccezionale di successi, derby e Juve in quattro giorni. Al termine di una gara che non è stata davvero niente di speciale. Pochi tiri, poco ritmo, squadre piuttosto lunghe e posizionamenti in campo il più delle volte casuali. Perché la concentrazione, nonostante si tratti di una semifinale ed entrambi gli allenatori ci tengano eccome, basti considerare le formazioni partenti, non è neanche lontanamente quella di una gara di campionato. E così l'intensità e la velocità del gioco. Lo si capisce da quando arriva il primo pericolo, al 24' del primo tempo, con Sneijder che calcia a lato di sinistro dopo un'incursione in area, e da come l'Inter si procura il gol del definitivo vantaggio. Palla in area, Natali è in netto anticipo ma liscia clamorosamente una palla facilissima. Per Balotelli non può essere un problema avvicinarsi alla porta e servire Milito in mezzo, che non deve far altro che segnare a porta vuota. La reazione dei viola non si vede proprio, se si esclude la grande chance di Vargas al 36', col peruviano che tira di poco a lato, con Maicon fuori posizione e Zanetti che non riesce a recuperare. Poi, a parte una bella palla al primo della ripresa che Santana svirgola proprio davanti a un quasi inoperoso Toldo, è quasi solo Inter. Neanche tanta, comunque. C'è giusto il tempo di apprezzare Pandev, entrato nel secondo tempo, che impegna a terra Frey, con conseguente gol annullato a Milito per fuorigioco di posizione di Sneijder, e il palo esterno dell'olandese sulla solita, strepitosa punizione quasi dalla trequarti. Per il resto, esordio di un minuto per Mariga a parte, poco altro davvero. Tutto rinviato al ritorno del Franchi, come già si poteva prevedere. Dove tutti si aspettano qualche novità nelle formazioni di partenza, e soprattutto una voglia diversa, superiore. Soprattutto da parte della Fiorentina. Perché inoltre, il 14 aprile, si saprà già molto dei rispettivi destini in Champions. Augurandosi di non sapere già tutto.