Il sogno della Schiavone dura solo un set

MELBOURNE - Nello sport ci sono le categorie, che separano i buoni giocatori dai campioni. Ecco allora che ieri abbiamo visto una delle nostre migliori tenniste, Francesca Schiavone, giocare una buona partita contro una campionessa dando anche l'impressione di poter rovesciare un pronostico che aveva il sostegno di cinque precedenti sfide durante le quali la Schiavone era riuscita a raccogliere un set. Si sperava che Venus Williams, che nella sua carriera non aveva mai giocato troppo bene e che comunque non aveva mai vinto in Australia, fosse accessibile. Lo è stata per un set quando ha ceduto per tre volte il servizio. Francesca teneva bene il campo, obbligava Venus a cercare il punto fino a costringerla all'errore. In 38 minuti di buon tennis, il migliore o quasi per le sue possibilità, la Schiavone portava a casa il primo set per 6-3. Questa speranza veniva incoraggiata quando all'inizio del secondo set Venus perdeva un'altra volta la battuta. Nella sua carriera la Schiavone ha raggiunto i quarti di finale in tutti i tornei dello Slam ma non in questo. Che fosse la volta buona? La mia impressione è che in quel momento il match sia scivolato via, forse per un peccato di orgoglio o presunzione della nostra giocatrice che si è fatta trascinare dall'avversaria su ritmi per lei proibitivi. Così la partita è girata, Venus ha vinto il 2° set per 6-2, il terzo ancora più facilmente. Sarà per un'altra volta. Mentre ci si chiede se Justine Henin riuscirà a ripetere l'impresa compiuta l'anno scorso dalla sua connazionale Clijsters, capace di vincere uno Slam al rientro dopo una lunga assenza dalle gare, fa notizia la presenza nei quarti di due giocatrici cinesi. Alla Zheng, che si era qualificata il giorno prima, si è aggiunta Na Li che ha liquidato in due set la danese Wozniacki, finalista l'anno scorso agli Us Open. Non fa notizia invece che le due sorelle Williams siano per la 18ª volta entrambe nei quarti di uno Slam. Infatti Serena ha spento le flebili speranze australiane di vedere Samantha Stosur andare avanti. Nel singolare maschile Djokovic ha bruscamente interrotto i sogni di gloria del polacco Kubot. C'è stato invece il previsto equilibrio tra Davydenko e Verdasco. Il russo ha confermato il suo buon momento vincendo alla distanza ma ho l'impressione che il suo ruolo di favorito di riserva gli stia pesando un po'. Oltre a Davydenko, anche il francese Tsonga ha rischiato. Per la prima volta in carriera è stato costretto al quinto set dallo spagnolo Almagro e ne è uscito con coraggio pari alla fortuna. Nessun problema, invece, per Federer che ha tenuto a distanza l'ultimo australiano in gara, Hewitt.