E ancora discutiamo sul rinnovo del contratto?

C'è ancora qualcuno, in questa bellissima e indecifrabile città, che solleva dubbi sull'importanza del rinnovo di un contratto oneroso, da parte di una società le cui cassaforti piangono come neonati a digiuno. Non soltanto qualche occasionale cliente di bar, ma perfino addetti ai lavori, si domandano come sia possibile riservare un trattamento principesco a un solo giocatore. Si può fare, se il soggetto del dibattito è Francesco Totti: al rientro dopo un'operazione, l'ennesima, i tempi celeri di un recupero dettato dall'emergenza, segna tre gol in meno di mezz'ora, regala magie, vola in testa alla graduatoria dei cannonieri pur avendo giocato appena otto partite. Nella bella Roma, capace di schiantare la difesa del record europeo, l'immagine del capitano diventa una gigantografia, per quantità e soprattutto qualità, un gioiello autentico quel sinistro da posizione disagevole a chiudere la tripletta, a chiudere i giochi. Certo non vivrà momenti tranquilli Lippi, che avrebbe la disponibilità, per il viaggio in Sudafrica, del capitano romanista e di Antonio Cassano, e dovrebbe motivarne un'eventuale esclusione.   Anche se nel secondo caso la decisione sarebbe legata soltanto agli umori del cittì, mentre nel primo si dovrebbero comunque verificare, e non in modo unilaterale, le condiziioni per un recupero dopo i propositi di abbandono. Bella la partita dell'Olimpico, anche per la cornice arricchita dai tanti tifosi baresi, né loro né la squadra disposti a rese anticipate. La Roma ha avuto logicamente altre occasioni, ma il Bari ha confermato la legittimità della sua classifica, cercando intensamente la rimonta fino ad esaltare Julio Sergio, che il ruolo di titolare se lo sta guadagnando. Segnali confortanti anche da Perrotta e dal solito Burdisso, jolly prezioso nei piani di Ranieri, ma garanzia assoluta se schierato al centro, da leader della difesa. Maggiori, adesso, le possibilità di inserimento nella mischia alle spalle delle prime cinque, nella speranza di inquadrare obiettivi più ambiziosi, anche se la zona Champions rimane a sei punti. Nota tristissima, i baffi di Vucinic, orribili: perdonabili soltanto nel caso di trattasse di un ex-voto.Qualche accenno di riporesa anche per la Lazio, imbattuta al San Paolo e sicuramente non gratificata dalle scelte arbitrali. Si sta attenuando l'effetto Mazzarri, convince poco il Napoli più recente, meglio i laziali per tutto il primo tempo, peccato che il punto avvicini, anziché allontanare, la zona rossa: terzultimo posto in linea con Bologna, Livorno e Atalanta, soltanto Catania e Siena alle spalle. Ma la qualità alla lunga, dovrebbe pagare, fino a restitutire serenità e occasioni per qualche impennata. A San Siro lo spettacolo più esaltante, per la qualità del gioco e dei gol, al Milan non si può chiedere equilibrio, ma le sue manovre in attacco hanno interpreti straordinari. Al Cagliari, a tratti perfino dominatore, sono di avara consolazione gli unanimi applausi di sortita. Bravissimo anche Borriello, certo che avere a disposizione un giocatore di quel livello non esalta le capacità gestionali di chi ha buttato i soldi per Huntelaar. Da domani si riparla di Europa, quella vera. Serena l'Inter verso Barcellona, anche se la Juventus ha limato il distacco, Udinese battuta di misura ma partita noiosa, le milanesi divertono di più.