I giallorossi travolgono il Fulham

Per fortuna l'Europa League non è la Champions, come la musichetta, desueta, stile anni Ottanta, ci ricorda a ogni avvio di gara: orrenda. Il Fulham è solo la copia sbiadita del Chelsea di Drogba & Co. e a questa Roma bruttina, a tratti inguardabile, va bene così. Tre punti importanti e faticosi che salvano la classifica e tengono i giallorossi in piena corsa per la qualificazione alla fase successiva a due punti dal Basilea capolista. Ma l'analisi della serata non può prescindere da un primo tempo inguardabile, forse il peggiore giocato dalla Roma quest'anno. Al quale però ha fatto da contraltare una seconda frazione in crescita: complice anche l'espulsione di Nevland che ha lasciato i londinesi in dieci per quaranta minuti. Nessun alibi dunque per la prima parte di gara dei giallorossi che dimostranno di non avere ancora un gioco e un'anima ben definita, pur riuscendo col cuore a tappare la falla aperta da una mancanza evidente di personalità. Ranieri si presenta con una Roma inedita. Cicinho torna titolare dopo sette mesi, Vucinic nemmeno in panchina e una coppia inedita d'attacco Baptista-Okaka: non è un caso se la Roma in avvio non riesce a dimostrare ancora una volta di avere un gioco e uno stile. Ranieri non batte ciglio di fronte al nulla mostrato dai suoi, che nel primo tempo fanno un solo tiro in porta: colpo di testa di Mexes su cross proprio di Cicinho e dopo aver già incassato il gol dagli inglesi. Già, perchè dopo diciotto minuti di nulla, al primo affondo del Fulham la Roma va sotto. Black out difensivo, Andreolli sdraia Kamara e l'olandese Blom non ha dubbi: è rigore. Dal dischetto lo stesso Kamara porta avanti i suoi. E chi si aspetta nell'immediato una reazione giallorossa resta deluso: il nulla. O meglio, la Roma prova a rialzare la testa ma si muove male, scomposta, senza un'idea collettiva e un guizzo offensivo. Così prima Dempsey, poi ancora Kamara graziano una difesa che lì dietro balla: sempre. Se poi ci si mette anche Blom la cosa diventa davvero impossibile: netto il fallo di mano in area di Pantsil, ma per l'arbitro olandese è tutto regolare. Ma non è aria di alibi. La Roma rientra in campo con Bertagnoli in porta al posto di Doni bloccatosi proprio sull'ultimo rilancio. Gli altri cambi invece li decide Ranieri: dentro Taddei per uno spento Cicinho e la scelta alla lunga pagherà. Ma la differenza vera la fa il fallo di Nevland, appena entrato per Kamara, che dopo cinque minuti di gioco falcia da dietro De Rossi. Anche qui il fischietto olandese va sul sicuro: rosso diretto e Fulham in dieci. La Roma ci rimette la testa e cresce col passare dei minuti, Ranieri sniffa l'aria e cambia ancora: dentro Menez per Guberti e va meglio ancora. La svolta al 23': Riise la mette giù di petto e da sfogo al sinistro. Uno pari e il «daje» (con tanto di vene fuori dal collo) che esce dai denti del norvegese rimette in piedi la Roma. Da qui in avanti si gioca a una porta e il raddoppio giallorosso è solo questione di tempo. Arriva puntuale proprio dalle due scommesse di Ranieri: cross di Taddei e stacco da attaccante vero di Okaka che batte il colpevolissimo Schwarzer. Due a uno e tutti a casa. Il bilancio è Roma seconda nel gruppo E, sesta rimonta della gestione Ranieri e secondo gol decisivo in Europa League del giovane Okaka. Ma non è finita, perché il 3 dicembre all'Olimpico arriva il Basilea e si potrà già staccare un biglietto per la fase finale: da lì in avanti però, con l'ingresso delle eliminate di Champions, servirà tutta un'altra Roma.