Allarme Roma

Tornano i fantasmi. Gli stessi del 2004. La Roma dei cinque allenatori che finì per salvarsi alla penultima giornata assomiglia a quella di oggi. In tutto e per tutto. Dalla montagna di debiti della proprietà fino alla crisi tecnica di una squadra saprita. Le parole dei protagonisti dipingono la situazione allarmante che si vive a Trigoria. Dopo la sconfitta a Basilea, Totti ha lanciato un grido d'allarme. «Dobbiamo ricominciare da zero. C'è una cosa incredibile - dice il capitano - che non riesco a spiegarmi: il modo di giocare voluto da Ranieri è più facile da mettere in pratica rispetto a quanto chiedeva Spalletti. Eppure non riusciamo a fare risultati. Non capisco perché accada. All'epoca di Spalletti eravamo bravissimi, ottenevamo vittorie e trofei. Adesso, praticamente con gli stessi giocatori, non siamo in grado di attuare un calcio meno complicato. Dobbiamo tornare a vincere non pensando al passato. Ci vogliono sacrifici e umiltà, perché non è possibile che la situazione sia questa». Le parole di Totti fanno rima con quelle di Spalletti nell'ultima conferenza da allenatore della Roma e quelle di Ranieri dopo appena due partite sulla panchina giallorossa. Un filo conduttore lega l'analisi da brividi dei due tecnici che parlano di una squadra incapace di combattere. Dopo il ko in Svizzera, Ranieri ha aggiunto: «Non sarà un anno facile. Non parlo di crisi, ma di un anno dove dobbiamo rimboccarci le maniche e cambiare la tendenza di una stagione che non è stata positiva». La vittoria di Siena è servita per respirare quattro giorni, ora l'atmosfera a Trigoria è tornata pesante. Ieri il tecnico ha tenuto a rapporto la squadra con un discorso dai toni molto duri. Ai giocatori ha ribadito i concetti espressi in pubblico, poi ha analizzato insieme a loro il dvd della sciagurata prestazione di Basilea. «Ho detto ai ragazzi - spiega l'allenatore - che gioca chi lotta e chi non si abbatte davanti alle difficoltà». Ranieri è preoccupato. A Trigoria ha trovato calciatori che faticano a finire gli allenamenti, sfiduciati, altri che sembrano arrivati al capolinea. La rosa della Roma non è più all'altezza delle posizioni da vertice. Il mercato praticamente inesistente non ha aggiunto nulla. Il solo Burdisso non può risolvere i problemi di una difesa che prende gol da chiunque e commette sempre gli stessi errori. Motta, che sembrava un grande acquisto, sta mostrando limiti preoccupanti. Guberti ha pagato il salto di categoria, i giovani riportati alla base sono già stati messi ai margini. Gli infortuni, poi. Aspettando che uno tra Lobont e Doni si riprenda, la Roma non ha un portiere affidabile. E ora si è bloccato Baptista. Il brasiliano deve fare i conti con una condrite al ginocchio destro. Si fermerà per due settimane, sperando di scongiurare l'intervento chirurgico. Con la Fiorentina non ci sarà neanche Perrotta, mentre dovrebbe tornare Brighi. Anche la Sensi è preoccupata. «Più che parlare bisogna far parlare i fatti - dice la presidentessa - Ranieri è stato duro? Sì, ha avuto le sue motivazioni. Ci sono cose che tengo per me, preferisco che ne parli il tecnico. Sono un pochino delusa». Un pochino?