Europa League, la Capitale ride

Più che alle urne di Montecarlo, che attraverso un interminabile percorso hanno definito i dodici gironi della seconda fase dell'Europa League, facile immaginare che i pensieri di Spalletti fossero rivolti al sogno della prima vittoria sulla Juventus. Da allenatore di una Roma che pure nelle ultime quattro stagioni ha collezionato scalpi illustri, riuscendo puntualmente a onorare un ruolo da protagonista, con la delusione del traguardo Champions mancato nella deludente ultima stagione: quella che lo stesso tecnico aveva indicato come fallimentare se non fosse arrivato almeno il quarto posto. E così si devono occupare, società, allenatore, ma anche la critica, di questa farsa europea per la quale è stato ancora una volta disegnato un percorso tortuoso e chilometrico. La Roma, che nel sorteggio partiva dal privilegio della prima fascia, non è stata particolarmente fortunata, soprattutto per i riflessi che la competizione avrà sulla regolare stagione di campionato. Sei partite per arrivare al glorioso traguardo dell'eliminazione diretta a trentadue squadre: e cinque si giocheranno di giovedì sera (unica eccezione la trasferta di Sofia che concluderà il girone), con tutte le implicazioni negative a livello logistico. Gruppo di spessore non indifferente, da temere soprattutto il Fulham di Roy Hodgson, squadra che al Craven Cottage, nella passata stagione, ha creato pesanti imbarazzi alle grandi della Premier League. Ma non va sottovalutato il Basilea, considerando che gli svizzeri non hanno sfigurato nelle non lontane apparizioni in Champions League. Più defilato il ruolo del Cska Sofia, che la Roma aveva eliminato venticinque anni fa in Coppa dei Campioni, doppio uno a zero. Prima in Bulgaria con Falcao, poi con Graziani all'Olimpico, in una partita che gli ospiti avrebbero voluto giocare in contropiede, senza che la Roma abboccasse. Ricordo proprio Falcao, a centrocampo, invitare i rivali a venire avanti, con gesti eloquenti. Poiché saranno due le squadre promosse alla fase conclusiva, si può affermare che appare forse più agevole il cammino della Lazio. Vero che tra le squadre di prima fascia è stata pescata una delle più quotate, come il Villarreal di Giuseppe Rossi, altrettanto vero che a completare il gruppo sono arrivate due formazioni non terribili, entrambe scese dai preliminari di Champions. Gli austriaci del Salisburgo sono stati buttati fuori dal Maccabi Haifa, non proprio una prima scelta, il Levski Sofia si è arreso al sorprendente Debreceni, era tempo che l'Ungheria ritrovasse un ruolo importante in campo internazionale. Partiva dall'ultima fascia il Genoa, tecnicamente soltanto il Valencia può essere ritenuto superiore, però di poco. Qualificazione abbordabile nonostante la buona quotazione nei rispettivi tornei del Lilla, che però ha iniziato male la stagione, e dello Slavia Praga, solide tradizioni, ma presente non all'altezza.