L'Italia prenota le «sue» medaglie

GiovanniEsposito BERLINO Ora la parola passa ai fatti. Parleranno i risultati di Berlino dove si alza il sipario sui dodicesimi Campionati del Mondo di Atletica Leggera. Nove giorni di sfide, 47 titoli in palio, oltre duemila atleti in rappresentanza di 202 Paesi nello stadio che nel 1936, nella Germania nazista, ospitò l'XI Olimpiade passata alla storia per Jesse Owens, atleta di colore che sotto gli occhi di Hitler vinse quattro medaglie d'oro, la più importante nei 100 metri. Quella gara che domani assegnerà il titolo di più veloce al mondo con un duello annunciato tra Usain Bolt, che a Pechino ha conquistato tre ori e tre record mondiali, e il redivivo Tyson Gay, iridato due anni fa a Osaka sia sui 100 che sui 200 e che quest'anno ha fatto meglio del giamaicano su entrambe le distanze. L'Italia gioca subito delle pedine importanti nella 20 chilometri di marcia con Ivano Brugnetti e Giorgio Rubino a caccia di metalli mentre domani sarà la volta del bronzo olimpico Elisa Rigaudo. «I nostri atleti sono pronti a dare il massimo per onorare la maglia azzurra - ha dichiarato ieri il Presidente della FIDAL, Franco Arese nella conferenza stampa di apertura di Casa Italia Atletica - abbiamo gente come Schwazer, Di Martino, Brugnetti, Rigaudo, in grado di lottare per delle medaglie, ma non abbiamo certo medaglie già in tasca. In tanti altri poi possono fare bene, come la Cusma, la Claretti, la Rosa, Vizzoni, la 4x100 uomini, la 4x400 donne, solo per citarne alcuni, che vuol dire migliorarsi, andare vicino ai propri limiti, stabilire primati personali o nazionali. Mi auguro che si possa poi ragionare anche su questi dati, vorrebbe dire che la squadra ha saputo onorare al meglio l'impegno. Mi dispiace per le assenze, in particolare di Howe che presto si opererà al tendine e di Licciardello, ma li invito a non mollare, hanno l'età ed il talento per fare ancora tante edizioni dei campionati del mondo». Sulla stessa lunghezza anche il Direttore Tecnico Francesco Uguagliati: «Sono arrivate buone notizie da parte di tutti settori – le sue parole - siamo riusciti a recuperare anche Donato, reduce da un brutto infortunio e Gibilisco, un grande campione che merita fiducia. Per quanto riguarda i velocisti che gareggeranno domani abbiamo avuto notizie confortanti da terzetto: è chiaro che la composizione della staffetta dipenderà dalle prestazioni individuali». Insomma fari puntati sulla marcia. «Arrivo a questi campionati con una buona condizione generale – il pensiero di Brugnetti - ma dovrò tenere a bada il mio istinto che soprattutto all'inizio mi porta a strafare». Determinato anche il giovane Rubino. «Non vedo l'ora di partire per la gara, sto bene, quest'anno ho aumentato i carichi di lavoro arrivando fino a 160 km a settimana e modificando la distribuzione degli allenamenti. Da quando mi sono trasferito a Saluzzo ho acquisito anche maggiore consapevolezza nei miei mezzi e sono pronto a lottare per qualcosa di importante».