Giro d'Italia, le salite fanno le prime vittime

La due giorni dolomitica del Giro sfronda dai rami secchi l'albero dei favoriti e ci lascia un quadro della situazione più delineato. La tappa di ieri, al di là di chi è andato meglio o peggio, è stata abbastanza deludente, come può esserlo una frazione in cui non si vede un solo scatto su quella che è la salita più dura dell'arco alpino (modestissimo) previsto dal menu del Giro 2009. Sull'Alpe di Siusi lo spettacolo che qualcuno sperava di trovare non c'è stato, sostituito da un inesorabile forcing della Liquigas (e segnatamente di Sylwester Szmyd) che ha via via sgranato il gruppetto dei migliori. Sin da subito si è capito che Armstrong non era in giornata di grazia, e che nemmeno Bruseghin lo era. Infatti i due si sono staccati - con Scarponi - a 6 km dalla vetta, e poco dopo anche Cunego ha vissuto l'identica esperienza: nulla di nuovo sotto il sole per il veronese. Se in casa Lampre il dubbio tra chi fosse l'effettivo capitano si è risolto con una patta tra Bruseghin e Cunego (circa 2'30" di ritardo per entrambi), in casa Liquigas l'ambizioso Pellizotti ha dovuto sbattere contro una realtà dei fatti che dice che Basso forse vincerà il Giro, e invece il friulano gli farà da gregario. Basso, a 4 km dal traguardo, è andato a fare l'andatura, assestando gli ultimi fendenti della giornata: a fare le spese dell'azione di Ivan sono stati Simoni, Sastre, Arroyo, Ten Dam, Rogers e Kessiakoff. E davanti son rimasti col varesino un Di Luca in grande spolvero, Leipheimer (che ormai non subirà più nemmeno l'ombra di Armstrong, che ha perso 3' ieri), Horner (compagno di Levi), Menchov (sempre a ruota) e un sorprendente Lövkvist in maglia rosa. Ma siccome nel finale lì davanti c'è stato un rallentamento, Sastre e Arroyo son rientrati e nell'ultimo km si son rifatti sotto anche Ten Dam, Rogers e Kessiakoff. Il colpo buono è stato quello di Menchov, che a 300 metri dal traguardo è partito tenendosi dietro un Di Luca che non avrebbe mai creduto di non riuscire a battere il russo in volata. E invece il successo è per Denis, e Danilo si consola con la maglia rosa, che ha strappato al comunque ottimo Lövkvist grazie ai 12" di abbuono per il secondo posto. Oggi da Bressanone (alla volta di Mayrhofen in Austria, sconfinamento per una tappa interlocutoria di 248 km, diretta Rai3 dalle 15.30) si ripartirà con il biondo di Spoltore che in classifica precede lo svedese (a 5"), e poi Rogers a 36", Leipheimer a 43", Menchov a 50", Basso a 1'06" e Sastre a 1'16": se non ci saranno scossoni, il Giro se lo giocheranno loro. Speriamo solo con un po' più di fantasia.