Angelini va avanti e «stima» la Roma

L'imprenditore ha messo da parte perfino il bridge - l'altra sua grande passione - per continuare a lavorare su un affare che al momento è soltanto un progetto dai contorni indefiniti. Lo scorso fine settimana ha continuato a consultarsi con lo staff di manager e legali del gruppo farmaceutico per ipotizzare i primi passi concreti da muovere, una pausa se l'è concessa per guardare in televisione la partita di Cagliari. Angelini ha tutta l'intenzione di passare dalle parole ai fatti ma prima di presentare un'offerta - che non arriverà comunque in questo mese - ha bisogno di una stima precisa del valore della Roma. La valutazione è complessa visto che il club giallorosso, oltre a non avere uno stadio di proprietà, non è più il proprietario di Trigoria (il centro sportivo è in leasing) e ha scorporato il marchio in una società esterna. Come elemento comparativo nella sua indagine, Angelini ha chiesto nei giorni scorsi il valore della Juventus, altro club quotato in Borsa. Le cifre che l'imprenditore sarebbe pronto ad investire sono in ogni caso distanti da quelle ipotizzate dagli altri gruppi interessati alla Roma nel recente passato. Il fondo facente capo a Soros era arrivato ad offrire 283 milioni di euro, mentre la cordata rappresentata da Fioranelli - che continua a lavorare sull'affare- stava valutando una proposta di circa 210 milioni per acquistare il 67% delle azioni in mano ai Sensi. Numeri considerati esagerati da Angelini, alla luce della crisi economica che nel frattempo ha condizionato i mercati di tutto il mondo e anche delle prospettive economiche non proprio incoraggianti per la Roma. Nel bilancio dell'anno prossimo alla voce «entrate» mancheranno i 30 milioni incassati in questa stagione dalla Champions. E alle porte c'è la modifica dei criteri di distribuzione dei diritti televisivi: la trattazione collettiva comporterà un calo degli introiti anche per la società giallorossa. Tutti fattori che i possibili acquirenti non possono sottovalutare. Ma Angelini va avanti, nonostante gli ostacoli e le perplessità di alcuni consulenti e delle sue tre figlie. Il ruolo-chiave lo giocherà Unicredit che chiede risposte ai Sensi entro luglio su come verrà onorato il debito di Italpetroli. Intanto, il titolo della Roma in Borsa continua a oscillare: venerdì aveva chiuso in attivo, ieri ha invece perso il 5.45%. Da segnalare anche la smentita del gruppo Tosinvest che ieri mattina ha escluso qualsiasi interesse della famiglia Angelucci per le quote della Roma, al contrario di quanto ipotizzato da qualcuno nei giorni scorsi.