L?andata delle semifinali di coppa Uefa

.La «corda» che lega Luciano Spalletti alla Roma si è sfilacciata da un anno a questa parte e ora rischia di spezzarsi. Negli ultimi tempi il tecnico ha maturato l'idea di cambiare aria dopo una stagione deludente e ricca di tensioni. La partita di Firenze e tutto ciò che ne è seguito hanno accelerato i suoi «cattivi» pensieri. Prima il comunicato durissimo scritto dalla Sensi, in cui per la prima volta la proprietà ha tirato in ballo le responsabilità dell'allenatore. Che non ha gradito e non ha fatto nulla per nascondere di essere contrario al ritiro. Poi la riunione di mercoledì tra giocatori, dirigenti e proprietà che non lo ha visto protagonista: Spalletti ha interpretato la mancata «convocazione» come un ulteriore smacco. Il toscano non si vede più al centro del progetto. E si sente in credito. Vorrebbe maggiore riconoscenza per quanto di buono è riuscito a fare dal 2005, quando arrivò a Trigoria e trovò solo macerie attorno a sé. Ma ora il suo ciclo a Roma sembra finito e la stessa società non è più così convinta che sia giusto affidargli la squadra nei prossimi anni. Quello che è successo la scorsa estate servirà da insegnamento per tutte le parti in causa. Al termine dell'ultimo campionato Spalletti pensava di aver sfruttato al massimo le potenzialità della squadra, arrivata a un passo da un meritatissimo scudetto. Due coppe Italia, una Supercoppa e due qualificazioni ai quarti di Champions gli sembravano un «testamento» più che dignitoso da lasciare a Trigoria. Lo ha dimostrato con i fatti, incontrando il Chelsea a Parigi e poi, sfumata l'ipotesi inglese, inviando tanti, troppi segnali di insofferenza durante l'attuale stagione. Dalle discussioni con diversi giocatori (Cicinho, De Rossi, Totti, Doni, Montella e Pizarro i casi noti) al rapporto volutamente distrutto con la stampa. Adesso Spalletti si guarda intorno. E attende proposte. In Italia si stanno per liberare due panchine di lusso. Ma né il Milan, né la Juve hanno scritto il suo nome ai primi posti fra i papabili successori di Ancelotti e Ranieri. I rossoneri si dividono tra Allegri e Leonardo, a Torino dovrebbe sbarcare tra Ferrara e Antonio Conte. Due ex che, tra l'altro, si accontenterebbero di uno stipendio minore rispetto a Spalletti: e la Juve sta cercando un tecnico low-cost in attesa di riabbracciare Lippi (che ieri ha però smentito il suo ritorno in bianconero). Dall'Inghilterra potrebbe arrivare una proposta dal Newcastle. Ma siamo al fanta-mercato. La realtà parla di un contratto che lega Spalletti alla Roma fino al 2011, con ingaggio di circa due milioni di euro netti. La Sensi non ha la minima intenzione di pagare due allenatori contemporaneamente, quindi aspetta le mosse del toscano prima di contattare l'eventuale sostituto. Dall'altra parte Spalletti sarebbe anche disposto a stare un anno fermo (ci pensò pure la scorsa estate) ma non intende dimettersi. La soluzione si può trovare a metà strada con un accordo economico sulla risoluzione del contratto. In attesa di schiarite sul futuro societario, i dirigenti giallorossi sono obbligati a pensare da subìto al progetto tecnico. Non sarà semplice trovare il prossimo allenatore visto che Ancelotti si è già accordato con il Chelsea. Se si vorrà puntare su un emergente, per dirla alla Berlusconi, i nomi di Allegri (Milan permettendo), Giampaolo e Ballardini sembrano i più indicati. Ma per una Roma che vorrà mostrarsi ancora grande potrebbe tornare utile l'ipotesi-Ranieri. L'allenatore trasteverino si trova in una situazione simile a Spalletti: contratto fino al 2010 (ma guadagna «solo» un milione e centomila euro) e nessuna intenzione di dimettersi. Se Trigoria chiama...