La volata per lo scudetto non è finita

Cinicae pratica il giusto, finisce per passeggiare sulle macerie della Roma, ciò apprezzabile per avere mantenuto il punteggio in bilico per qualche minuto, dal pareggio in mischia di Loria al raddoppio di Iaquinta, migliore in campo, per poi adeguarsi al naufragio annunciato. Certo, non è normale che la Roma delle seconde o terze linee si esponga al contropiede di una squadra che allinea altri fulmini di guerra come Del Piero e Giovinco. Deve far meditare che i due acquisti estivi più onerosi, Baptista e Menez, abbiano prodotto poco o nulla, sicuramente più apprezzabile Filipe, uno dei pochi da salvare, con Brighi, Panucci, Vucinic alle prese con il mal di schiena, in parte anche Riise. Ma la sfida, affascinante sulla carta, non era in effetti proponibile. La Lazio, pur in inevitabile crescita rispetto alla scorsa domenica bestiale, non riesce a perdere il vizio di regalare un tempo agli avversari, domina la ripresa, giocata costantemente in avanti, utile l'ingresso di Mauri. Ma non le basta neanche un rigore per rimontare la rete di Paolucci, propiziata da una delle ricorrenti vacanze mentali difensive. Bravo Pandev nell'inserimento in area che gli propizia il penalty, non così nell'esecuzione che esalta i riflessi di Bizzarri. Proprio il portiere è il migliore dei siciliani, che il loro successo, forse già decisivo per la salvezza, se lo guadagnano con un grande spirito di squadra, fino all'ultimo respiro perfino gli attaccanti in immediato e convinto pressing. E ora il tifo laziale intravede come uno spettro quel finale molle e distratto della passata stagione, forse Delio Rossi stenta, in questo momento, a trovare le risposte giuste. E oggi dovrà replicare l'Inter, Mourinho ha opposto un muro di indifferenza alle parole di Roberto Mancini: sia vero o no, dice di dover rivolgere ogni attenzione alla Reggina, stavolta gli si può credere. Perfino un estremo testa-coda come questo, nel nostro campionato presenta un margine di incognita, anche perché la capolista, in difesa, si è giocato l'intero mazzo di carichi a disposizione, resta l'indecifrabile Rivas affiancato da Cambiasso, che forse sa giocare anche da portiere. Zona Champions: occasioni per il Genoa e per la Fiorentina, in casa ad aspettare rispettivamente Udinese e Siena. La sola superstite italiana in Europa è reduce da un'impresa nel gelo di San Pietroburgo, da vedere quanto peserà la spesa di energie fisiche e nervose, compreso il ritorno a casa a due giorni dall'impegno di campionato, il bel Genoa di questi tempi avrà un ulteriore vantaggio. Meno limpida la vena dei viola, non dovrebbe bastare la particolare fisionomia di un derby per annullare il gap tecnico, ma il Siena non sarà quello stranamente distratto, fatto a pezzi dal Milan. Proprio i rossoneri saranno in campo, in serata, nella sfida più nobile della domenica, al San Paolo di Napoli. Roberto Donadoni, dopo il punticino lucrato a Reggio, chiamato a verificare le ambizioni della squadra alla cui storia aveva offerto significativo contributo. A proposito di ex, ultimatum per Novellino che ospita la Sampdoria, a lungo tenuta per mano. Del resto in coda rischiano anche le altre: dal Chievo, al Bologna, al Lecce, tutte in casa, ma i visitatori, Palermo, Cagliari e Atalanta, sanno far male.