Addio a Longo, «carissimo» presidente

Pertutti, tifosi, amici e conoscenti, sei sempre stato solo Ugo. Te ne sei andato troppo presto, un perfido male ci ha strappato un sorriso sicuro che nei momenti difficili sapeva ridarti serenità. Ciao Ugo, persona schietta e vera, capace di salvare la «tua» Lazio (passione acquisita in giovane età da siciliano trapiantato a Roma) in varie occasioni. Ci fa male sapere che non si potrà sentire più quel «carissimo», la tua espressione più usata quando capitava di incontrarti allo stadio. Eppure, anche quando la fine sembrava inevitabile, eri l'unico che sapeva trasmettere quell'ottimismo che non ti è mai mancato: «Vedrete, la Lazio non morirà mai», dicevi a quelli che temevano il peggio. Ce l'ha fatta la Lazio, anche grazie a te che ci hai messo la faccia quando tutti scappavano per paura dei creditori. Ti sei arreso tu, hai mollato, proprio quando sta per cominciare una nuova risalita. Un sorriso spento troppo presto, ma rimarranno tante le cause vinte per la Lazio e non solo. E soprattutto quel record di quasi 42.000 abbonati che difficilmente sarà battuto. Quel giorno sotto la curva Nord hai festeggiato il successo più bello e qualche mese dopo hai alzato al cielo la coppa italia vinta nel 2004. Ma il momento migliore rimane Lazio-Chievo, il giorno della «maglia unica», e forse hai scelto per andartene proprio la vigilia di un altro Lazio Chievo, sicuramente meno importante di quello. Lo vedrai da lassù, ma il popolo laziale urlerà per sempre «grazie Ugo». Addio, «carissimo». Luigi Salomone