«Giù le mani da Roma»

AlessandroFusco Roma risponde con il buon senso alle dichiarazioni, pubblicate su un quotidiano nazionale, dell'On. Fava (Lega) e del d.s. del Viadana Tonni circa l'assegnazione delle due sedi per le squadre che dovranno partecipare alla Magners Celtic League. L'uscita dei due esponenti del nuovo «vento del nord» ha sorpreso per i toni e le argomentazioni pregiudizialmente anti-Roma che hanno trovato risposte a vari livelli. A cominciare dal Sindaco Gianni Alemanno che ha definito «corretto e ragionevole un criterio di equa distribuzione geografica delle due sedi con una al nord e una per il centro-sud che non può non avere Roma come epicentro. Le ragioni storiche, economiche, di appeal turistico e di bacino sportivo e commerciale sono talmente ovvie che parrebbe inutile sottolinearle». Il sostegno alla candidatura romana dal Parlamento giunge bi-partisan. «Visto che ci si rivolge ad un palcoscenico britannico mi appello al «common sense» - ironizza l'On. Marcello De Angelis (AN) - che impedisce di ipotizzare due sedi entrambe al di sopra della Linea Gotica. A parte il criterio di distribuzione, la capitale offre tutto quello che viene richiesto, si badi bene, proprio dalla Celtic League, a cominciare dagli impianti». L'On. Roberto Rao (Udc) parla di «occasione perduta per esaltare i valori di unità propri del rugby. Pare assurdo dividersi su una grande occasione di crescita». I rappresentanti del Comitato Promotore della candidatura romana (Abbondanza, Biagini e Rebecchini) si limitano a ricordare che in questa fase c'è bisogno di chiarezza sul «come» dare vita alle franchigie, piuttosto che sul «dove». Una volta stabilito questo il resto sarebbe, appunto, questione di buon senso.