Domenico Latagliata Manuela Moelgg ...

La delusione è enorme: la Moelgg, in testa dopo la prima manche e prima a entrambi gli intermedi della seconda, è uscita di scena a pochi pali dal traguardo non riuscendo a cambiare peso su una delle ultime difficoltà del tracciato. Ha tirato dritto, vedendosi crollare il mondo addosso quando, come minimo, un posto sul podio era ormai certo e magari anche sul gradino più alto. Fine del sogno. Il tutto, mentre la Karbon e la Gius avevano quasi da battere la testa contro il muro nel pensare che a quel punto - nella gara vinta dalla tedesca Mara Riesch davanti alla ceca Sarka Zahrobska - sul terzo gradino del podio ci saliva la finlandese Tanja Poutiainen. La quale, rispetto alle nostre azzurre, aveva fatto segnare un tempo inferiore di un misero centesimo (sulla Karbon) e di quattro (sulla Gius). Roba da non dormirci la notte, davvero. A ciò si aggiunga che anche in gigante la finlandese si era piazzata terza davanti alla Karbon, quella volta per 13 centesimi. «Non ho nulla da recriminare - il commento finale della Moelgg - ho provato ad attaccare anche nella seconda manche senza farmi prendere dalla paura, ma la fortuna non mi ha assistito. Le gare sono queste, è andato tutto benissimo ma solo fino a poche porte al traguardo. Avrò altre occasioni per rifarmi, a cominciare dalle Olimpiadi della prossima stagione». «Sono dispiaciuta più per l'uscita di Manuela che per il mio quarto posto - ammette la Karbon - siamo amiche, avrebbe meritato l'oro. Il mio quarto posto mi lascia abbastanza triste. Evidentemente non era destino che le cose andassero bene». Oggi i Mondiali si chiudono con lo slalom maschile: in assenza del croato Kostelic, l'austriaco Herbst e il francese Grange sono i grandi favoriti, i nostri stanno appena più sotto. Il quartetto è formato da Manfred Moelgg, Rocca, Thaler e Razzoli. «Non ho alcun tipo di pressione, mi sono allenato bene guardando come sciano gli altri - è l'introduzione di Rocca - voglio sfruttare la chance che avrò di partire tra i primi sette». Come lui, Moelgg: «Dopo la botta presa prima del gigante, la mano mi fa un po' male, però in queste gare passano tutti i dolori. Devo solo andare forte». Pare facile, a dirla così. Si lotterà sul filo dei centesimi: ieri ci andata male, è obbligatorio avere la testa libera e pensare positivo.