Juve-Napoli, sfida per uscire dalla crisi

«Ma io non sono come Cechov, che vedeva tutto nero - afferma Ranieri alla vigilia della sfida unica contro il Napoli - penso positivo, sempre. E, al di là delle due sconfitte consecutive che abbiamo patito in campionato, la Coppa Italia ci interessa. Quindi daremo tutto quello che possiamo». Anche perchè un terzo ko farebbe venire l'orticaria a tanta gente, dentro e fuori la società. Sarà comunque una Juve decimata dai tanti assenti e con la formazione pressoché obbligata: il tecnico ha gli uomini contati. Nelle retrovie sono rimasti in quattro (Grygera, Legrottaglie, Mellberg e Molinaro) più il baby Ariaudo, in mezzo al campo con Sissoko ci sarà probabilmente l'ex desaparecido Poulsen (Marchisio, tanto per gradire, soffre di un affaticamento e Tiago è mezzo influenzato) mentre a destra ci sarà il solito Marchionni (Camoranesi al massimo andrà in panchina) e a sinistra De Ceglie rileverà Nedved. In attacco, infine, Iaquinta si fa ancora preferire a Trezeguet, e Del Piero dovrebbe comunque giocare dal primo minuto. Quanto ad Amauri, potrebbe finalmente riposarsi e pensare agli affari suoi, «ma la Juve non ha ricevuto alcuna convocazione da parte della nazionale brasiliana» fanno sapere dal club. Dal canto suo, il giocatore chiude la porta in faccia alla nazionale di Lippi: «Voglio giocare solo con il Brasile». Quanto al Napoli, Reja professa ottimismo: «Siamo in ripresa, ce la giocheremo alla pari».