Simone Pieretti s.pieretti@iltempo.it Sfacciatamente forte, ...

Per il presidente Lotito è stato un colpo di fulmine, per i tifosi biancocelesti è stato amore a prima vista. Un colpo magistrale quello portato a termine dalla società che in queste ore sta negoziando con il calciatore il rinnovo contrattuale. Si guarda avanti, il riscatto del giocatore è scontato. La Lazio ha pagato per il prestito 3 milioni di euro agli arabi dell'Al Saad, ed entro il prossimo 30 aprile acquisirà i diritti sportivi dell'argentino. La cifra é già stata fissata. Ma adesso è arrivato il momento di rinegoziare il contratto del giocatore. Si lavora su un accordo quinquennale. L'attaccante è innamorato di Roma: nella capitale sta bene e desidera restare alla Lazio. Del resto, il parere del talento laziale era stato decisivo anche a luglio, quando la sua «feroce» volontà di vestire la maglia biancoceleste fece saltare in extremis un accordo con il Porthsmouth. Il club inglese aveva messo sul piatto della bilancia una somma decisamente superiore rispetto a quella offerta da Lotito, ma l'attaccante non ha mai avuto esitazioni. Dopo l'esperienza a Doha, l'unico desiderio era quello di tornare ad essere protagonista: del resto, la storia non poteva essere differente. Maurito ha i cromosomi del calciatore: suo nonno, suo padre e i suoi quattro fratelli hanno - o hanno avuto - un passato calcistico. Il nonno paterno, Juvenal Zarate, è stato un nazionale cileno. Rolando Zarate, il papà di Mauro, è un ex calciatore dell'Independiente di Avellaneda: si è fermato sulla soglia del calcio professionistico per dedicarsi ai suoi cinque figli. Una storia unica, quella della famiglia Zarate: quattro calciatori professionisti, con l'unica eccezione di Nestor, il più grande dei fratelli, che pur ha giocato nella giovanili del Velez. Quasi tutti sono partiti da lì, per poi spiccare il volo. Sergio, il procuratore di Maurito, dopo un'importante esperienza a Norimberga arrivò a giocare anche nel campionato italiano, con l'Ancona di Lajos Detari. Con lui, si trasferì nel Bel Paese pure Ariel, allora agli inizi, che ha avuto modo di proseguire la propria carriera in Spagna con il Cadice e col Malaga dopo aver vestito la maglia del Riccione. Il penultimo della nidiata è Rolando, detto «El Roly», che oggi gioca in Ecuador dopo aver giocato al fianco dell'attaccante laziale nel Velez quando Mauro era proprio agli esordi. Poi le strade dei due fratelli si separarono, con il maggiore destinato al Tigres di Monterrey, in Messico e il più piccolo verso l'Al Saad. «Se oggi facessi uno scherzo a Mauro dicendogli che deve tornare a Dubai, lui smette, lascia il calcio» afferma scherzando Sergio. Da qualche giorno «El Raton» è a Roma per definire i dettagli del prossimo contratto del bomber laziale. Un accordo per cinque anni che potrebbe anche prevedere una clausola rescissoria. Il suo avvio di campionato in Italia non è passato inosservato, tanto che anche il Milan si è interessato alle sorti del numero dieci biancoceleste. Ma Maurito sta bene qui: da qualche settimana ha preso casa al Fleming, conduce una vita tranquilla e nel tempo libero è sempre con l'inseparabile amico Luis, argentino ma...tifosissimo della Roma! Ha legato con i compagni, Ledesma e carrizo sono i suoi punti di riferimento. «Abbiamo una sola parola e prenderemo in considerazione soltanto la Lazio» afferma Sergio con decisione. Ieri, a tardissima sera, era a cena con il presidente Lotito per trovare l'intesa sul nuovo contratto. La solita, lunga riunione, terminata nel cuore della notte. Dopo il colpo di fulmine, il matrimonio: Zarate è pronto a sposare la Lazio.