Inutile ora sparare sul pianista

È lo specchio della domenica devastante della Roma che torna da Udine con una classifica da serie B: la zona retrocessione è a un solo punto più giù e le ultime in classifica a due. Quarta sconfitta consecutiva, quinta su otto gare, peggior difesa del campionato a paletti. Serve altro? No, basta e avanza. Ma qualora non fosse bastato ci si è messo anche il mediocre Saccani che al Friuli ha sbagliato tutto e di più. Prima concede un rigore ai padroni di casa per un fallo commesso da Tonetto un metro fuori area; poi ne nega uno dall'altra parte del campo su De Rossi, quindi non fischia un rigore su Vucinic che verrà inoltre ammonito e salterà la sfida di mercoledì con la Samp. Non è la «teoria del complotto», ma il racconto di un pomeriggio da cani che sta tutto nello sguardo fisso nel vuoto in panchina di Spalletti. Il tecnico avrà anche le sue colpe, ma se deve mettere De Rossi a fare il centrale in difesa un motivo pure ci sarà? Ed è fin troppo scontato e inutile gettare la croce sull'inadeguato Loria (che ha dimostrato comunque di non poter giocare a questi livelli), o utilizzare l'alibi Saccani. La Roma «vera» questa partita l'avrebbe riportata dalla sua parte, ma quella squadra ormai non c'è più, Totti ancora non al cento per cento della condizione da solo non può far granché e gli altri innesti son poca roba. Ka pochezza del momento giallorosso sta tutto nella frase del tifoso romanista che tornando a casa si consola con l'ajetto: «Meno male che c'è la Lazio». Che tristezza!