Un vertice sempre più affollato

Nel cartellone domenicale, nobilitato da altre quattro etichette classiche (Bologna-Lazio, Milan-Samp. Torino-Cagliari e Roma-Inter) la ribalta è pretesa dall'Olimpico. Ennesimo appuntamento ad alto livello per le duellanti delle ultime stagioni, stavolta con premesse desuete, determinate dal problematico avvio dei romanisti, già sei punti di ritardo sui rivali che presidiavano, con Lazio e Udinese, una vetta raggiunta anche dalla Fiorentina, due gol di Gilardino in venti minuti. Non si sono fatte mancare nulla, le protagoniste, in materia di infortuni pesanti, però hanno maggiori incidenza le rinunce forzate della Roma, senza un organico all'altezza della corazzata del torneo. Stasera Luciano Spalletti ritroverà qualche nome prestigioso, su tutti quello di Francesco Totti, secondo sussurri da Trigoria addirittura in campo dall'inizio, una scelta che solleverebbe qualche perplessità per l'attuale, modesto, livello di condizione del capitano. Con Totti in campo, Vucinic riavrebbe la fascia sinistra, altrimenti contesa, in stretta dipendenza dagli orientamenti tattici di Spalletti, tra Perrotta, con il ritorno di Pizarro, Menez e un altro reduce dall'infermeria, Tonetto. Gli interrogativi riguardano proprio il tono atletico dei reduci da guai fisici, con inevitabili ripercussioni sui ritmi di allenamento dopo la ripresa. Stavolta è l'Inter a reclamare il pronostico, per sovvertirlo ci vorrebbe la Roma dei giorni più ispirati, finora mai ammirata, neanche nei tre episodi vittoriosi, Champions compresa. Delle altre due capoliste, sembra rischiare l'Udinese a Lecce, dove Beretta sta lavorando alla grande, più che la Lazio dal potenziale offensivo straordinario, solo fattore negativo la legge dei grandi numeri a Bologna: dove la neopromossa ha fatto seguire all'impresa di San Siro cinque sconfitte di fila. Nuovo test per il Milan grandi firme, in casa contro una Samp votata a ritrovare la bella immagine della passata stagione.