Torna la luce. La «Bestia» è tra noi

Ci voleva un po' di fortuna, per questa Roma tormentata, un'ora di stenti, inguardabile, un gol da rimontare, Bordeaux in dieci: ma soltanto la mezz'ora finale ha restituito ai romanisti la loro dimensione, lasciando la porta aperta alla speranza, anche se il Cluj mette il bavaglio anche al Chelsea, affiacandolo in vetta e proponendo ai giallorossi un ostacolo del tutto inatteso alla vigilia. De Rossi in campo, una buona notizia, ma la Roma non si è vista: svagata, distratta, superficiale come se affrontasse una partita senza significati, quasi incapace di adeguarsi ai toni agonistici feroci. Fin troppo, tanto che i girondini restano in dieci per una gomitata di Henrique a Perrotta. Ma a quel punto il Bordeaux era in vantaggio, bello il gol di Gourcuff, un po' languida la reazione dei difensori, non apprezzabile il tentativo di riscossa in superiorità numerica, unico pericolo una punizione di Riise. Poi le sostituzioni, felicissime (evanescenti Aquilani e Menez), anche se il pari lo firma Vucinic, fa girare la partita l'altro che, come il montenegrino, festeggiava il suo compleanno, Julio Baptista: benvenuto tra noi, doppietta dopo una pappata colossale di Okaka. L'Inter annaspa, si fa raggiungere dal Werder e deve dividere il primato con i ciprioti, questa Champions non finisce di sorprendere. La kermesse europea prosegue questa sera, quattro squadre italiane impegnate nelle gare di ritorno del turno preliminare della Coppa Uefa, un tempo competizione di grande prestigio, ora ridotta a teatrino dei pupi da una formula che soltanto menti contorte avrebbero potuto ideare. Ammesso che passino il turno, le nostre giocheranno i famosi gironcini dopo di che, passati otto mesi dall'avvio, Intertoto compreso, l'eliminazione diretta vedrà in corsa ancora trentadue formazioni. Non si può non concordare con quelli del Bordeaux, in caso di uscita dalla Champions vorrebbero il quarto posto per sottrarsi a questa sciagura. Già a posto la Samp, quasi Udinese e Milan, la sola insidia sembra la trasferta di Lisbona per un Napoli comunque in gran vena.