Lotito: Costruirò il nuovo stadio per riunire tutti i laziali"

Presidente il rapporto con i tifosi sta migliorando? «Con la campagna abbonamenti ho detto più volte di voler rimettere la gente al centro del progetto. E i risultati mi stanno dando ragione con quasi 25.000 abbonati e oltre 3.000 bambini che saranno allo stadio ogni domenica. Sono partito da lontano. Ho cercato prima di tutto di fare tabula rasa. Prima tante cose venivano gestite col consenso. Chi ha depauperato la società aveva bisogno di consenso. Io volevo solo difendere la Lazio dalle invasioni, dalle intrusioni. Non mi sono barricato dentro casa e ho chiuso le finestre, ho solo lavorato tanto e ora vedo che la gente comincia a capire». Come mai i laziali si erano così disamorati? «È stata colpa delle televisioni che hanno allontanato i tifosi dallo stadio. In Lega ho fatto un esempio che secondo me fotografa esattamente la situazione: nel 1600 c'era la caccia alla volpe, nel 1900 le scuderie di cavalli. Nel 1950 i ricchi si comprarono le squadre e così lo stalliere si è trasformato in direttore sportivo. Poi sono uscite fuori le plusvalenze e il sistema è imploso. Con le televisioni aumentano i ricavi ma si perde l'interesse della gente. E molti tifosi si sono rifugiati nella logica del branco che ha snaturato la bellezza di andare allo stadio a tifare per la propria squadra». La curva ce l'ha sempre con lei? «Quando sono arrivato loro gestivano il marketing con una serie di negozi. Non ho mai mandato nessuno sotto l'agenzia dell'entrate, mai avuto rapporti. E poi nessuno si chiese se forse chi è andato lì, voleva salvare la Lazio solo perché avrebbe perso i propri privilegi». Come si combatte la violenza negli stadi? «La gente normale deve alzare la voce. La maggioranza silenziosa deve riappropriarsi della propria identità ed emarginare chi commette reati. Sono contento perché le cose stanno migliorando». E poi? «Innanzitutto la certezza della pena. La repressione per chi viola le leggi deve essere totale perché c'è anche il pericolo emulazione». Secondo punto? «Bisogna tornare ad educare. Complimenti al Governo che ha rimesso il voto in condotta a scuola, il grembiule che significa identità e uguaglianza. E sono anche favorevole al maestro unico». Terzo punto? «La struttura e quindi lo stadio nuovo. Biosgna dire ai tifosi questa è casa vostra e quindi nessuno distrugge la propria dimora. Tutti la rispettano. Serve un punto di aggregazione, aperto 365 giorni l'anno». A proposito ci sono novità? «Ho un progetto straordinario, ho anche trovato un paio di soluzioni. Aspetto la chiamata del sindaco Alemanno per parlare del mio progetto». Anche sui terreni sulla Tiberina? «Non solo. Sono pronto a fare uno stadio da 500 milioni senza un euro di spesa per la cittadinanza, Ho già gli sponsor che mi aiuteranno a realizzare un'opera straordinaria. Sarà un impianto polifunzionale dove tutta la famiglia potrà vivere una giornata di sport. Dopo l'ok, mi serviranno 2 anni e mezzo: se si vuole fare, sono pronto e mi sembra di capire che il Governo è d'accordo perché ha capito l'impatto sociale che avrà su un Comune come Roma». Ora la parola passa al sindaco.