«Pinto e Rawson i primi rinforzi»

Infatti ci riporta ai tempi in cui il tennis sulla terra battuta era dominato da Bjorn Borg, che ieri ha giustamente avuto il privilegio di consegnare la coppa al suo successore. In una finale che ha richiesto solo un'ora e 48 minuti e che in termini di games giocati è la seconda più breve mai disputata qui al Roland Garros (nel 1977 Guillermo Vilas aveva battuto Brian Gottfreied per 6-0, 6-3, 6-0), Nadal ha umiliato Roger Federer con un punteggio 6-1, 6-3, 6-0 che rende inutile qualsiasi considerazione tattica. Alla fine Federer ha raccolto lo stesso numero di games che Nadal aveva lasciato ai suoi connazionali Verdasco ed Almagro. In sette incontri Nadal ha complessivamente ceduto 41 games che non costituiscono record ma dimostrano comunque una superiorità indiscutibile. Nel 1978 Borg aveva perduto 32 games, nel 1980 38. Ieri solo nella fase centrale del secondo set c'è stata una parvenza di equilibrio ma dal 3 pari Nadal ha infilato nove giochi consecutivi. Alla fine Federer ha ceduto per otto volte il servizio conquistando in tutto 52 punti contro 92 del suo avversario. Tra la fine del primo set e l'inizio del secondo c'è stato un parziale di 24 punti a 3 a favore di Nadal che esprime fin troppo eloquentemente la differenza dei valori in campo. L'andamento della partita ed il suo risultato rendono legittima una domanda. Roger Federer è ancora in questo momento il miglior giocatore del mondo? Riuscirà a ritrovare nel prossimo torneo di Wimbledon il suo tennis migliore? Ricordando che l'anno scorso proprio nella finale di Wimbledon Nadal ha costretto Federer al quinto set, sarà interessante verificare quali conseguenze può aver lasciato nella mente dei due rivali la partita di ieri. Anche se le indicazioni dei giorni precedenti erano tutte a favore di Nadal, si poteva pensare che in finale Federer riuscisse a trovare se non la forma almeno l'orgoglio che gli consentisse almeno di rendere interessante la partita. Invece si è visto subito che i pochi attacchi dello svizzero non avevano la profondità per mettere in difficoltà Nadal, i cui passanti erano implacabili. Anche il pubblico, che almeno all'inizio si era schierato in buona parte a favore di Federer, ha dovuto accettare la fin troppo evidente superiorità del giovane campione spagnolo. Al quale ora rimane il compito di dimostrare di essere capace di vincere anche fuori dal suo giardino preferito.