I tifosi si spaccano «Andiamo a Parma»

Attraverso le radio, ma anche sulla rete dove siti, blog e forum a tinte giallorosse non mancano. Le parole più ricorrenti sono «Scandalo», «Vergogna», «Ingiustizia», ma non mancano anche le voci fuori dal coro di chi crede che la sicurezza dei tifosi venga prima di tutto. C'è anche chi si pone altri interrogativi: «È passato un anno e mezzo dalla morte del commissario Raciti. Ci hanno detto che bisognava mettere gli stadi a norma e lo hanno fatto. Non mi sembra però che sia cambiato nulla se poi non possiamo andare in trasferta». Altri, sull'onda dello sconforto, si affidano al paradosso: «Se non possiamo andare a Catania allora andremo a Parma a fare il tifo». Difficile che qualcuno segua l'invito, ma è proprio su Parma che in tanti puntano il dito: «Forse è giusto vietare la trasferta a Catania, ma per par condicio bisognerebbe impedire anche agli interisti di andare a Parma. Così si continua a falsare il campionato e proprio nel momento decisivo». C'è anche chi, ascoltando le radio romane attraverso il satellite, decide di chiamare direttamente da Catania. È il caso di Carlo e l'accento fa capire subito da quale zona d'Italia stia chiamando: «Sono un tifoso catanese. Capisco l'amarezza dei romanisti perché anch'io l'anno scorso ho pagato sulla mia pelle le colpe di altri. Però penso che le ragioni della sicurezza vengano prima di tutto». Discorso simile quello di Stefano, questa volta romanista doc: «Andare a Catania è un pericolo per noi tifosi della Roma. Si sta creando un clima di tensione intorno a questa partita. Credo che la decisione dell'Osservatorio vada vissuta come un modo per tutelarci». Non la pensa così un altro ascoltatore che chiama in causa anche la società: «La Roma dovrebbe far sentire la propria voce. In questi casi servirebbe una maggiore presenza della società, un suo intervento deciso».