Duecento piccole mani per il capitano-record

Con scritta sopra una dedica speciale: «Come calciatore e come uomo la curva Sud ti regala il tuo pallone d'oro». A preparare il tutto i ragazzi dei gruppi della parte più appassionata della gente giallorossa. Poco prima del fischio d'inizio della gara, Totti è sceso in campo dal vecchio ingresso ufficiale dello stadio Olimpico, quello che divide la Sud dalla Monte Mario. Emozionato, col sorriso stampato in volto, issato sulle spalle dei ragazzi che gli vogliono bene da sempre, mister duecento gol ha esposto la cover del prezioso riconoscimento che oggi trovate a casa Kakà a tutta la curva e poi a tutto lo stadio. Ma non basta. Ad attenderlo sul terreno di gioco, quasi fosse un percorso obbligato, duecento bambini delle case-famiglia selezionati dal Comune e altri, più fortunati, della sua scuola calcio Axa alla Longarina di Ostia Antica. Il primo piccolo, sistemato nei pressi della bandierina del corner, l'ultimo al centro del campo. Totti se li è spupazzati tutti, con «low and high five» e carezzine in testa mentre i bimbi in magliettina bianca col 10 dietro e il 200 dietro lo guardavano emozionati. I cori dello stadio erano solo per lui, le note dell'inno in sottofondo e le parole dello speaker che annunciavano un riconoscimento da parte della società che gli sarà consegnato direttamente dalle mani del presidente Sensi non appena le condizioni di salute glielo permetteranno, completavano la festa. E poi la gara. Con Migliaccio pronto a raddoppiare quando Totti, unico riferimento centrale offensivo, veniva incontro già braccato da Barzagli e Rinaudo. Non è stato il capitano delle serate migliori ma la Roma ha portato a casa tre punti fondamentali: una volta fuori Rinaudo tutto è stato più semplice. A fine partita sul volto del capitano il sorriso dei giorni migliori, ma poca voglia di parlare. «So' stanco» ha sussurrato uscendo dall'Olimpico, pronto a guardare in tv Udinese-Inter con un occhio molto interessato.