Crediamoci

La «sua» Roma vista da fuori gli fa un certo effetto e forse proprio fermandosi a guardarla ha capito quanto è forte e dove può arrivare. Totti ci crede più che mai e a margine della presentazione del suo quarto libro «La mia vita, i miei gol», rinnova la sfida all'Inter capolista. «Manco da un mese e mezzo, è davvero troppo - attacca il giallorosso - ora mi sento bene e sono pronto anche per il Cagliari: non ho mai smesso di allenarmi con regolarità anche se non potevo calciare». Quindi il bilancio dei giallorossi senza di lui: cinque vittorie e due pareggi. «La squadra ha fatto bene anche così. Il gruppo è forte e motivato, più competitivo dello scorso anno e certamente darà filo da torcere all'Inter sino alla fine. La distanza tra noi e loro è di tre punti, l'equivalente della sconfitta nello scontro diretto, l'unica partita che quest'anno abbiamo sbagliato». Cosa tra l'altro condivisa dall'ex ds giallorosso Franco Baldini che vede la Roma favorita nella corsa-scudetto. «Credo possa avere qualcosa in più. Ha uno schema di gioco collaudato ed efficace che gli consente di rinunciare a Totti per 40 giorni, un giocatore non comune. La sua esclusione dalla top ten del Pallone d'Oro è anacronistica». Ma la parola scudetto è tuttora bandita a Trigoria, anche se il capitano ci pensa eccome. La Roma continua ad esprimere il calcio migliore del campionato e anche contro l'Udinese ha dimostrato di poter fare ciò che vuole quando ha un avversario che la lascia giocare, che concede spazi e affronta la gara a viso aperto. Un pensiero ai «cugini» che domani affrontano proprio l'Inter capolista nell'altro recupero della dodicesima giornata. «Accetteremmo volentieri un aiuto da parte dei biancocelesti - continua Totti - che non ho mai definito provinciali. Quella cosa gliela hanno riportata male, ho detto che sono una piccola squadra, era uno sfottò da derby e ci può stare. Anche loro lo hanno fatto dopo averci battuto. Noi comunque dobbiamo innanzitutto pensare a battere il Cagliari. Abbiamo la mentalità giusta e quando rientrerò, spero il prima possibile, la squadra avrà un giocatore in più su cui puntare». Ma a Vucinic chi glielo dirà che deve uscire? «Ci penserà il mister» replica ridendo su quello che nella capitale è divenuto ormai un tormentone. Già, perché l'ambiente giallorosso è andato oltre e il prossimo passaggio vede il capitano in coppia con l'altro bomber giallorosso Vucinic. La cosa frulla nella testa di Spalletti da tempo, soprattutto ora che la squadra ha trovato degli equilibri complessivi importanti (peccato in questo senso per la perdita di Cassetti) e il tecnico giallorosso prima o poi ci proverà. Tanto più ora che ha ricevuto il giusto assist proprio da Totti. «Possiamo giocare insieme - spiega sereno il capitano giallorosso - il resto sono tutte sciocchezze. Mirko è un campione che ha sempre dimostrato di essere da Roma. Lui non deve superare esami, è un ragazzo eccezionale e noi vogliamo e possiamo giocare insieme. Chi sostiene il contrario dice una sciocchezza». Quindi un passaggio, veloce, sul capitolo nazionale e su un sorteggio che ha messo gli azzurri in un girone di ferro con Francia, Olanda e Romania. «È sicuramente difficile, però l'Italia saprà uscirne a testa alta. Olanda, Francia e Romania sono tutte squadre che possono vincere l'Europeo, ma nei momenti difficili l'Italia sa sempre farsi valere». Inevitabile una battuta sull'«amico» Cassano e sugli exploit dei giorni scorsi. «Ho avuto la fortuna di giocare con lui. È un giocatore che sa divertirsi e sa far divertire i compagni. Sappiamo il suo carattere qual è. Non so se è cambiato oppure no, ma rimane un giocatore capace di fare la differenza e lo dimostrerà». Chiusura sul Pallone d'Oro che Totti non avrebbe assegnato a Kakà. «Per me il decimo posto è come una vittoria: è già tanto che stavolta mi hanno considerato... Il podio è giusto, ma per me il primo posto lo meritava Messi: poi Kakà e Cristiano Ronaldo». Già e tra otto giorni al portoghese potrà dirlo di persona.