New York parla africano Baldini chiude quarto

Un attacco cardiaco, ad appena 8 km dal via ha fermato il cuore del campione statunitense che aveva solo 28 anni. E così in un'atmosfera a dir poco dimessa, è andato in onda l'ennesimo spettacolo della Grande Mela che ancora una volta Stefano Baldini non è riuscito a mordere. L'azzurro ha portato a casa un dignitoso quarto posto chiudendo in 2h11'58" davanti al keniano James Kwambai e al connazionale Ruggero Pertile, sesto con il tempo di 2h13'01". Podio tutto africano per la maratona maschile vinta dal keniano Martin Lel. L'allievo di Gabriele Rosa ha staccato a poche centinaia di metri il marocchino Abderrahim Goumri, con il quale aveva condiviso la fuga decisiva, e ha tagliato lo striscione di Central Park dopo 2h09'04" di corsa. Goumri ha chiuso in 2h09'16" (si è così ripetuto l'arrivo della maratona di Londra) precedendo il sudafricano Hendrick Ramaala (2h11'25). Che c'era da tribolare il campione olimpico lo aveva capito fin da quando al settimo miglio corso in un micidiale 4'27", era stato costretto a staccarsi assieme all'amico Pertile. Da allora i due azzurri hanno giocato con l'elastico tentando di rientrare quando il ritmo calava ma perdendo metri preziosi quando, all'entrata della First Avenue, si è scatenato il tradizionale putiferio degli atleti africani. In fondo Baldini ha corso due mezze maratone uguali e se cercava una conferma sulla strada di Pechino probabilmente l'ha trovata. Non si è mai buttato nella mischia per non correre il rischio di dover alzare bandiera bianca. Tornerà dall'America con la convinzione che c'è ancora molto da lavorare, ma il minimo è stato ottenuto e potrà guardare con fiducia a una difesa del titolo a cinque cerchi. Vera e propria opera d'arte quella dipinta da Paula Radcliffe, reduce da uno stop di 21 mesi per la nascita di sua figlia Isla. La 33enne britannica, già regina di New York nel 2004, non ha lasciato scampo alle avversarie imprimendo un ritmo forsennato fin dal primo metro. Solo l'etiope Gete Wami ha avuto il coraggio di seguirla come un'ombra fino a 400 metri dalla fine. Poi la Radcliffe, primatista mondiale della specialità con il tempo di 2h15'25", ha piazzato lo spunto vincente tagliando il traguardo in 2h23'09" contro le 2h23'32 della Wami. Si è dovuta accontentare del bronzo la campionessa in carica Jelena Prokopcuka (2h26'13"). Infine, Alessandro Zanardi si è piazzato al quarto posto nella categoria Handcycle con il tempo di 1h33'17". Il pilota automobilistico, che perse le gambe in uno spaventoso incidente in Germania nel 2001, era al debutto in questo tipo di gare, in cui gli atleti pedalano con le braccia.