Spalletti: quel 7-1 è una parentesi che vogliamo chiudere

Spalletti lo sa e carica la Roma in vista del big match di questa sera che, comunque vada, non cambierà nulla nel cammino della Roma in Champions perché i giallorossi devono far gara su Dinamo Kiev e Sporting Lisbona. La Roma stavolta non ci arriva granché, due pareggi e la prima sconfitta in campionato sono lì a pesare come un macigno sulla testa dei giallorossi, ma proprio di questo Spalletti vuol far tesoro. «Ci potevamo arrivare anche meglio se si fa riferimento agli ultimi risultati soprattutto per le prestazioni offerte della squadra. Come testa c'è da accantonare l'ultima sconfitta perché è brutta e deve servirci per reazione. Nutro molta fiducia nei miei ragazzi per ribaltare subito la situazione, possono farlo, li conosco bene». Già e la sconfitta contro l'Inter ha dato, paradossalmente, qualche certezza in più al tecnico giallorosso. «Bisogna saper reagire, trovare la possibilità di mettere a posto le cose anche quando non vanno come vorresti. Noi da tutte le situazioni di sconfitta abbiamo saputo trarre qualcosa e sono sicuro che succederà anche stavolta». Ma non nega che preparare una partita come quella contro il Manchester non è cosa facile. «Vero, è sempre difficile per la forza da mettere in una gara così, tantopiù contro il Manchester. Diciamo che ho molta fiducia nella reazione dei miei giocatori e nella voglia di rimettere a posto quella partita, di far vedere che è stata una parentesi... e domani sera (oggi, ndr) vogliamo chiuderla». La voglia di riscatto dei giallorossi è tutta nelle parole di Perrotta che proprio qui, a due passi da dove è nato, è chiamato a cambiare la storia. Quel 10 aprile scorso non c'era, bloccato da una squalifica, ma stavolta non vuole mancare alla sfida. «È una sensazione diversa rispetto alle altre partite per me. Sapete tutto sulle mie origini e sulla mia famiglia: mio padre è stato un grande tifoso di questa squadra ed è andato per vent'anni a vederla in questo stadio. Ovvio che il suo grande desiderio era quello di vedere il figlio che gioca qui. Lo scorso anno non sono riuscito a dargli questa gioia e spero che questa volta possa accadere: sono molto felice di poter dare questa soddisfazione a un genitore». In campo non dovrebbero esserci gradi novità. Per Spalletti unico ballottaggio sulla mediana con Pizarro che dovrebbe essere preferito a un Aquilani non ancora la cento per cento. Nella rifinitura Ferrari ha avvertito un nuovo fastidio al ginocchio: non andrà neanche in panchina. Nel Manchester il problema di Ferguson è in difesa con i due centrali in dubbio. In attacco spazio alla coppia «mignon» Rooney-Tevez. Tutto è pronto e non manca che giocarla questa «rivincita» all'Old Trafford, sfida che alla vigilia ha consigliato cautela un po' a tutti: inglesi compresi. Quel sette a uno che aleggia ancora nella testa dei giallorossi ha imposto cambiamenti radicali. Scaramanzia? Nessuno ci crede, ma tutti evitano di fare quello che fecero sei mesi fa. Così cambiano i posti in aereo, la Roma sceglie un altro albergo per i suoi due giorni a Manchester e durante il volo che porta la Roma in Inghilterra non si parla d'altro: di cose fatte e da non ripetere. Chi c'era e oggi non c'è, chi invece è al suo secondo viaggio consecutivo qui con la Roma e forse proprio benissimo non porta... e parte il toto-sfiga. Amuleti d'ogni tipo e tutta una serie di regole da rispettare attentamente. Vietato andare al Manchester-Store prima della gara (soprattutto evitare di comprare, cosa successa a diversi «soggetti» prima dell'ultima sfida, t-shirt con numeri dei «rossi»... Il 7 di Cristiano Ronaldo era andato letteralmente a ruba e sta ancora lì ripiegato negli armadi di mezza Roma: immettibile). Ferguson? Anche lui ha le sue e in conferenza stampa invece di capitan Giggs, si presenta il «piccolo» Rooney... come sei mesi fa. Sarà un caso anche questo? t.carmellini@iltempo.it