L'osservatorio

E di questo Bolton, tra l'altro in una sorta di derby, il Manchester United ha fatto polpette: quattro gol, ma soprattutto altissima qualità di gioco nel corso del primo tempo, al termine del quale la storia della partita era già scritta. Doppiette di Rooney e del coreano Park, ma aveva impressionato la rapidità delle riproposizioni di una formazione alla quale nessuno può concedere spazi, un motivo di riflessione in più per i giallorossi, già richiamati alle esigenze dell'attualità da un impegno di campionato che richiederà concentrazione feroce, nessuna divagazione da dedicare all'imminente futuro europeo. La Fiorentina, senza la pesantissima penalità iniziale, sarebbe ora isolata al terzo posto, ad appena cinque punti da una Roma che pure la sua stagione sta onorando al meglio, e non soltanto in campo nazionale, anche se il folle ritmo imposto dall'Inter ha da tempo avvilito qualsiasi velleità di rincorsa in chiave primato. Due grandi allenatori di fronte, come Cesare Prandelli e Luciano Spalletti, ma soprattutto due squadre che sanno produrre gioco e spettacolo, non soltanto gol e punti. Formazioni quasi al gran completo, più pesante l'assenza di Chivu rispetto a quella di Donadel, attesa anche per il duello indiretto fra Totti e Toni, in corsa per la leadership tra i cannonieri attualmente presidiata dal capitano romanista: soltanto dettagli, però, in una partita che molto promette in base alle premesse tecniche e tattiche. Quella del Franchi è la sola «classica» della giornata, nella definizione riservata ai confronti diretti tra squadre titolari di almeno uno scudetto. In termini di nobiltà stagionale spicca invece lo scontro dell'Olimpico tra Lazio ed Empoli, i toscani autentica sorpresa del campionato in relazione alle potenzialità dell'organico, mentre i romani soltanto ai meno attenti potevano apparire, a inizio stagione, destinati a traguardi secondari. Delio Rossi si è confermato tecnico di grandissimo spessore, non ha bisogno di una legione di strapagati fuoriclasse per costruire i suoi gioielli, il gioco della sua Lazio gli consente di guardare con fiducia all'obiettivo di un posto in Champions per la prossima stagione, alla faccia di chi si è consentito esborsi sontuosi per gratificare ambizioni di gloria rivelatesi labili. Tutto facile per l'Inter, chiamata a confermare la propria imbattibilità ad Ascoli, magari ulteriormente dilatando il proprio capitale già garante di scudetto: di quelli autentici, non come quello, fasullo, esibito sulle maglie in questa stagione.