Espulso Olivieri, arbitro contestato

I biancazzurri di casa hanno giocato per oltre un'ora in inferiorità numerica (espulsione di Olivieri), poi sono capitolati solo su rigore nel corso della ripresa, realizzato dal grande ex di giornata Emanuele Calaiò al suo sesto centro personale. Nel finale non è stato assegnato un secondo gol ai partenopei, per un fuorigioco di Sosa su assist di Trotta. A guardare la partita per intero, sarebbe stato più giusto un risultato di parità, anche se in effetti il Pescara solo in un circostanza ha davvero impegnato il portiere avversario Iezzo, mentre il numero uno pescarese Spadavecchia è stato autore di una prova comunque importante. Aldo Ammazzalorso opta per il 4-4-2 in cui la coppia d'attacco è formata da Ferrante (che verrà ben presto sacrificato per inserire un difensore, Zoppetti, dopo l'espulsione di Olivieri) e Martini e a centrocampo c'è il rientrante Moscardi, mentre Edy Reja non muta e ripresenta il 3-4-2-1 il cui terminale offensivo è Calaiò. Bucchi, invece, è in panchina e ci resterà per tutta la partita, visto che gli viene preferito anche Sosa nei minuti conclusivi del match. Uno degli episodi decisivi giunge al 30' del primo tempo: Olivieri entra in maniera scomposta su Bogliacino, l'intervento è violentissimo, l'arbitro non può far altro che espellerlo. In precedenza, bello un siluro dalla distanza di De Falco e bravo anche Iezzo. Nella ripresa, il rigore cade intorno al 10', quando Demartis prende per la maglia Pià, che non fa nulla per stare in piedi; sul dischetto va Calaiò, Spadavecchia intuisce ma non può deviare. Poi Calaiò va a a esultare sotto la Curva Sud gremita dai tifosi campani, ragion per cui non gli vengono risparmiati i fischi dal suo ex pubblico.