Oddo: Lazio, riprendi l'Europa

Dopo Delio Rossi anche Oddo prova a rialzare la truppa biancoceleste fissando un traguardo che adesso sembra solo una chimera. Il capitano ordina di riprendersi quell'Europa spazzata via da Calciopoli: «Possiamo tranquillamente arrivare in Uefa - spiega Oddo — visto che come valore assoluto abbiamo tante squadre sotto a noi. Poi ovviamente sarà sempre il campo a dimostrare la nostra forza». Una bella iniezione di fiducia alla vigilia della partita contro l'Udinese. Tre punti in cinque partite restano il misero bilancio di un periodo nero e Oddo non nasconde la crisi che colpito una squadra che ancora non riesce a metabolizzare i nuovi arrivati: «Non si può negare che stiamo attraversando un momento di difficoltà. Non riusciamo a fare quello che vogliamo ma in settimana abbiamo lavorato bene e speriamo che arrivi contro l'Udinese una vittoria perché sarebbe fondamentale. All'interno dello spogliatoio non c'è disordine, il gruppo è compatto e convinto dei propri mezzi. Dopo Empoli c'è stato un chiarimento necessario, abbiamo tutti un unico obiettivo e possiamo uscire da questa situazione solo grazie alle nostre forze». L'avversario di domani è molto temibile ma appare in crisi di gioco e di risultati, un po' come la Lazio. In Friuli la panchina di Galeone non è molto salda e i giocatori dovranno giocare anche per salvare il posto al loro allenatore, se lo vorranno naturamente. Il difensore biancoceleste ha solo parole di elogio per l'Udinese: «È una grandissima squadra, ha giocatori importanti ed un giusto mix tra giovani ed esperti. Come livelli sono alla pari, due delle squadre più forti del campionato ma poi sono sempre le motivazioni a fare la differenza. Prendete il Palermo e l'Inter. I siciliani sarebbero nettamente inferiori ma riescono a sopperire con la grinta, la voglia di tutti di dare il massimo in ogni partita». Sulla crisi dell'attacco che segna col contagocce ha le idee chiare: «È un problema della squadra, non degli attaccanti. Poi è ovvio che ognuno di noi ha il suo compito che deve svolgere al meglio. Il nervosismo dei giocatori? Personalmente ho perso le staffe solo contro il Cagliari e ho chiesto scusa ai compagni ma domenica scorsa è stato, a mio avviso, solo un errore dell'arbitro. Il nervosismo non c'entrava nulla». Attende con serenità le scelte di Rossi sullo schieramento tattico che potrebbe essere più offensivo rispetto al solito: «Il tecnico fa le sue scelte e noi le accettiamo senza problemi dal primo all'ultimo. Io esterno di centrocampo? Sono un terzino, ho sempre detto che non mi piacerebbe giocare avanzato però se me lo chiede Delio Rossi sono pronto a mettermi a disposizione». Precisa anche la sua presa di posizione sull'assenza del tifo all'Olimpico. La sua uscita non voleva costituire un alibi per nessuno tanto meno per la squadra ma solo la speranza di poter un giorno riavere i tifosi dalla propria parte. «La differenza tra la Scala del calcio ed uno stadio a porte chiuse la fa il pubblico. A San Siro o in un Olimpico stracolmo non ti servono stimoli. Basta mettere un piede in campo per caricarti automaticamente. La presenza del pubblico è fondamentale ma non vorrei che si pensi che non vinciamo solo per colpa del poco pubblico. I rigori? Se ne capita un altro lo tiro io, certo. E lo tirerei alla stessa maniera visto che ne ho segnati 14 prima che voi me la "tiraste". Comunque conta solo vincere, non conto né io, né i rigori». Oddo passa e chiude. Tocca a lui e ai giocatori rasserenare tutto l'ambiente con una vittoria scacciacrisi.