Il nuovo Flaminio

Autore in passato di numerose proposte di restyling dell'impianto sportivo, lo scorso maggio l'architetto Nervi ha ricevuto dall'amministrazione comunale di Roma la richiesta di effettuare una verifica di fattibilità di un'ipotesi di ampliamento del Flaminio. La proposta dovrebbe essere presentata a breve al Campidoglio che valuterà la possibilità di realizzare questo progetto. Architetto, è vero che la sua famiglia è stata sentita lo scorso maggio dal Comune di Roma per parlare della ristrutturazione del Flaminio? «Alcuni componenti della famiglia Nervi sono stati contattati dal Comune di Roma; il seguito delle riunioni mi è stato assicurato che sarà fissato a breve». Chi è la persona incaricata dal Campidoglio per seguire la «questione» Flaminio? «Non c'è ancora un incarico formale, al momento il sottoscritto». Finora non è mai stata approvata nessuna proposta di ammodernamento dello stadio. Negli ultimi venti anni, chi ha manifestato l'interesse a realizzare un progetto di questo tipo? «La salvaguardia dell'impianto può essere effettuata solo con i fatti, non a parole. Ad oggi sono stati eseguiti pochi lavori di manutenzione tralasciando indagini accurate ed approfondite sullo «stato di salute» del Flaminio. Nel 1987 la A.S. Roma di Dino Viola e la S.S. Lazio dei fratelli Calleri scrissero una lettera congiunta, pubblicata da alcuni giornali, nella quale invitavano il sindaco a considerare un progetto di ampliamento dello stadio proposto dal sottoscritto dal costo massimo di 70 miliardi delle vecchie lire. La sola risposta fu quella di bandire, mesi dopo, la gara di appalto per l'ampliamento dell'Olimpico. Poi ci fu l'interessamento del Comitato promotore di Roma 2004 e recentemente quelli dell'Amministrazione Comunale e della Federazione Italiana Rugby». In base alla legge sul diritto d'autore, chi ha diritto di veto su eventuali modifiche all'impianto? «Gli eredi di Antonio e Pierluigi Nervi(nonno)». È vero che lo stadio rischia cedimenti in alcuni punti? «La struttura ha urgente bisogno di indagini approfondite ed interventi di consolidamento e restauro». C'è la possibilità che il Flaminio venga demolito per essere ricostruito oppure intendete lavorare sull'impianto esistente ampliandolo? «Non c'è alcun motivo alla data odierna per pensare di abbatterlo, non ha senso. Insieme agli architetti Francesco Fedele ed Emilio Guazzone, sulla base dei suggerimenti dell'Amministrazione Comunale (il Sindaco) e della Soprintendenza BB.AA. (dottor Marchetti), ho elaborato una proposta che ritengo molto interessante». Dal 1981 ad oggi, quanti piani di modifica del Flaminio ha presentato? «Progetto per l'ampliamento dello Stadio Flaminio di Roma (studio di fattibilità e progetto generale su incarico del C.O.N.I.) nel 1981; progetto per l'ampliamento dello stadio Flaminio di Roma (studio di fattibilità e progetto generale su incarico del consorzio CO.SVI.TUR.S. S.p.A. di Roma) nel 1987 e uno studio per la trasformazione dell'impianto in palazzo dello Sport da 15.000/18.000 spettatori per conto del Comitato Olimpico Roma 2004 nel giugno del '96». E oggi? «È tempo di decidere, se lasciar vivere o no il Flaminio».