di RINO TOMMASI NEW YORK — Avete presente Milano (o Torino) in una buia giornata ...

In assenza di incontri posso solo parlarvi di un paio di iniziative che hanno occupato le chiacchere della vigilia. Hanno dunque deciso di intitolare questo impianto a Billie Jean King, secondo una onesta procedura che consente di dedicare uno stadio a campioni ancora in vita. Billie Jean King, alla quale il tennis femminile deve molto, è stata ancora in grado di apprezzare e di ringraziare. Insieme a lei dovrebbero ringraziare le sue giovani colleghe che hanno avuto la possibilità di ottenere guadagni pari a quelli dei giocatori. L'altro argomento riguarda una folle idea del nuovo capo dell'ATP, il sud-africanto Etienne De Villiers che vorrebbe rivoluzionare la struttura di molti tornei (fortunatamente non quelli dello Slam) introducendo un sistema che prevedrebbe, ad esempio, che un torneo con 32 giocatori si svolgesse su 8 gironi di 4 giocatori ciascuno con la promozione dei primi due alla fase successiva. A me sembra una bestemmia. Per fortuna si è visto anche un po' di tennis. Maria Elena Camerin ha avuto l'onore del campo centrale avendo pescato nel sorteggio la belga Justine Henin. La Camerin ha giocato una buona partita, non ha sfigurato ma non ha potuto cambiare il destino dell'incontro accontentandosi di tenere in campo la sua avversaria per un'ora ed un quarto.