di FABRIZIO FABBRI LA STRADA che può portare l'Italbasket alla seconda fase del Mondiale ...

Perché i vicini di confine da ben quattro anni s'erano assicurati ogni sfida, presentandosi all'appuntamento della seconda giornata della manifestazione continentale con i favori del pronostico per un roster zeppo di giocatori di talento che la loro parte nella Nba la stanno facendo (Udrih, Nachbar, Nesterovic), l'hanno fatta (Milic), più un altro bel pattuglione di stelle di prima grandezza (Becirovic, Lakovic). E l'Azzurra di Recalcati per poco più di 10' è sembrata la vittima sacrificale della passerella degli spocchiosetti avversari. Il ct ha spedito in quintetto Mancinelli, spettatore nei 40' vittoriosi contro la Cina, e il muscolare Michelori, con l'intento di frenare con il primo il talento di Nachbar e con i muscoli del secondo il gioco sporco di Jurak. Idea malsana perché la Slovenia è partita sparata volando su un 0-7 che ha stordito l'Italia. Di Mancinelli il primo canestro, così sudato da avere il sapore del goal, prima del nuovo strappo sloveno, 7-16, con un contropiede di Becirovic. La richiesta di svoltare l'incontro con gli uomini entrati di rincorsa s'è, inizialmente, infranta con la fluidità di gioco degli avversari che sono arrivati al +12 (9-21) prima che Mordente e poi Belinelli sulla sirena, con un tiro scellerato solo per chi non conosce il talento del golden boy bolognese, ricucissero fino al 14-22 del 10'. Il ritorno in campo nel secondo minitempo è stato un piccolo incubo. Udrih, Jurak e Nestervoic, si sono succeduti in realizzazioni che hanno spinto la Slovenia al massimo vantaggio (+14, 14-28). Con Basile, l'eroe del giorno prima, in panca dopo essere stato impietosamente francobollato con due stoppate, il baratro è sembrato a un passo. Ma per confermare una volta di più che l'Italbasket è sì operaia ma cova in sé anche il germe del talento, ci ha pensato Marco Belinelli a suonare la carica trovando punti con giocate sempre al limite dell'immaginario. Il semplice non fa certo per lui, ma ben si è adattato a Rocca, che ha dato vigore alla difesa, Garri, capace di entrare nell'agone con quattro punti frutto di rimbalzi offensivi e alla coppia della Benetton, formata da Mordente e Soragna, che ha chiarito bene perché il tricolore della stagione conclusa sia stato cucito sul loro petto. 35-37, grazie a un timido risveglio di Basile presto però tornato in un pericoloso letargo, per chiudere 36-43 al 20'. Rientrata dallo spogliatoio l'Azzurra è sembrata rigenerata nel fisico e nel morale. Di Bella ha portato freschezza e punti mentre sotto canestro Marconato ha cominciato a dominare. Così la squadra di Recalcati ha messo la freccia e normale è stato il fatto che il sorpasso sia stato siglato dal fenomenino Belinelli (47-45). Il motore sloveno ha picchiato in testa per poi ricarburare consentendo l'arrivo al 30' in un equilibrio spezzato da una tripla insaccata niente meno che da Marconato (59-56). L'ultima frazione è stato un miscuglio di giocate di cuore, gomiti e tecnica con la parità rotta da un allungo sloveno (66-71) propiziato dal riposo, sembrato francamente eccessivo, dato a Marconato che ha dato via libera a Nesterovic. Quando il lungo è tornato sul parquet, insieme a un Soragna tenuto un po' troppo in naftalina, la partita ha cambiato volto. Garri ha impattato con una tripla sul 71-71 e Soragna lo ha seguito per il 74-71. Ancora l'ala trevigiana protagonista del finale con punti di un peso specifico enorme, assieme a quelli di Belinelli, per respingere il disperato assalto portato da Lakovic. Seconda vittoria per l'Azzurra, che oggi riposerà e tornerà in campo domani per la sfida contro il Senegal, in un Mondiale dove d'improvviso gli obiettivi iniziali stanno lasciando il posto a sogni dolcissimi che profumano d'impresa.