IERI LA VISITA DELLE DUE FIGLIE

Venti giorni dopo il terribile volo dal tetto della sede della Juventus, il "Professore" non respira più attraverso la ventilazione meccanica ed è tornato a parlare. Appena stubato, ha ringraziato l'intero staff medico e chiesto di vedere le figlie: «Una cosa utile per lui e per le bambine. La visita potrà avvenire quando la famiglia lo riterrà opportuno», hanno dichiarato i sanitari dell'ospedale Molinette di Torino, dove Pessotto è ricoverato dallo scorso 27 giugno. «D'ora in poi vi preghiamo di non fare più riferimento alla natura specifica dell'incidente - ha poi puntualizzato Pier Paolo Donadio, responsabile del reparto Rianimazione -. Il paziente non ricorda nulla di quanto accaduto (gli é stato raccontato di essere stato vittima di un grave incidente stradale, ndr) e sia lui che le bambine non devono sapere cosa è successo dalla televisione». Una televisione che Pessotto ha già chiesto a più riprese e che, prima o poi, potrà guardare. Di sicuro, per lui inizia adesso un'altra battaglia: scampato il pericolo di vita, andrà incontro a un lungo periodo di rieducazione e, pian piano, dovrà affrontare i problemi che hanno rischiato di mettere fine alla sua esistenza. Le sue condizioni fisiche sono comunque «in progressivo miglioramento» anche se, dopo la rimozione della cannula tracheostomica, resterà ancora una o due settimane nel reparto di rianimazione: dopo di che sarà trasferito in reparto, dove la degenza non sarà breve. «Sono felicisissimo». Così, con un dito sul foro da dove fino a questa mattina fuorisciva la cannula della tracheostomia, Gianluca Pessotto confida le sue emozioni ai medici dopo la visita delle due figlie, Federica 10 anni ieri e Benedetta 5 anni. Le bambine sono arrivate direttamente da Varese, dove sono ospiti a casa dei nonni materni dal giorno dell'incidente del papà, a metà pomeriggio. Lo staff medico ha poi precisato che, da quando è cosciente, l'ex calciatore è seguito da alcuni psichiatri, i quali avranno il difficile compito di portarlo a ricostruire i giorni più difficili della sua vita: se farà sua anche questa battaglia, «Pessottino» avrà vinto una Coppa del Mondo ben più importante di quella alzata al cielo dagli azzurri.