Lotito «assediato» prepara l'appello

In casa Lazio la sentenza della Commissione d'appello federale non ha minato lo stato d'animo degli avvocati, pronti a dare battaglia davanti alla Corte federale. Ieri mattina i legali della società hanno fatto la dichiarazione d'appello richiedendo gli atti del procedimento di primo grado. Entro la giornata di martedì presenteranno le motivazioni sia per quanto riguarda la posizione del club biancoceleste che per ciò che concerne la condanna del presidente Claudio Lotito. Si lavora alacremente con la convinzione di poter riconquistare la Serie A. Ieri mattina solito meeting nello studio dell'avvocato Gianmichele Gentile a pochi passi da Piazza Cavour; poi tutti al lavoro per proprio conto. Intanto in città, dopo la sentenza della Caf, aumenta a dismisura il malumore dei sostenitori biancocelesti. Gli Irriducibili nei prossimi giorni chiederanno un colloquio con il primo cittadino affinchè presti attenzione alle vicende societarie. «Il rispetto per la sentenza emessa dalla Caf - ha dichiarato il sindaco Veltroni - non esime da un sentimento di sorpresa per un giudizio che mette sullo stesso piano società con chiare e diverse responsabilità. In questo contesto mi sembra parlicolarmente punitiva la sentenza nei confronti della Lazio. Mi auguro che in sede di appello questa situazione possa essere valutata come merita». Anche la Polisportiva, con un'iniziativa del tutto simile a quella del gruppo storico della Curva Nord, ha deciso di prendere contatti con le Istituzioni chiedendo un colloquio con il ministro Giovanna Melandri e con il presidente del Coni Gianni Petrucci. Il clima non è certo idilliaco, ma il presidente Lotito mantiene una calma olimpica nonostante la contestazione di parte della tifoseria. Ieri il numero uno del club laziale ha fatto visita alla squadra per rassicurare i giocatori. «Non ho chiesto favori a Carraro ma soltanto arbitraggi equi - ha sottolineato Lotito appena giunto allo stadio di Schwadorf - non ci sono le condzioni per giustificare un illecito commesso dal sottoscritto. Sono tranquillo e determinato a nel far valere i diritti della Lazio in tutte le sedi giurisdizionali: la sentenza della Caf è un atto di ingiustizia. I giocatori hanno vissuto questa situazione sulla propria pelle e sanno che quanto hanno conquistato, lo hanno ottenuto esclusivamente per merito loro, sul campo». Il presidente è arrivato all'inizio del secondo tempo della partita amichevole con la formazione dello Schwadorf, terminata a reti inviolate. «Se qualcuno si illude che questi aspetti possano far pensare ad un mio allontanamento - ha concluso Lotito - si sbaglia. Piuttosto, certe vicende fanno incrementare la voglia di potenziare la squadra e di far valere i propri diritti. Non accetto atti intimidatori volti a creare azioni di estorsione: ai tifosi dico di stare tranquilli».