Nadal indomabile anche sull'erba

Ebbene, Nadal per il momento è in semifinale. È vero che ha rischiato di perdere (è stato due volte a due punti dalla sconfitta) contro un americano di terza fila, però nelle altre quattro partite non ha perduto nemmeno un set e nelle ultime tre non ha mai ceduto il servizio. Se si aggiunge a queste considerazioni che ha vinto quattro dei cinque tie-break che ha dovuto giocare se ne ricava l'immagine di un giocatore sufficientemente attrezzato per un tennis pur così lontano dalle sue abitudini e dalle sue caratteristiche. Non credo che lo preoccupi il contrattempo di aver dovuto giocare il suo quarto di finale con un giorno di ritardo e quindi di non avere avuto una giornata di riposo prima della semifinale odierna nella quale è atteso da un avversario completamente diverso dagli altri come il cipriota Marcos Baghdatis, che si era fatto conoscere raggiungendo a sorpresa la finale dell'Australian Open. Nadal lo ha già incontrato nel marzo scorso sul cemento di Indian Wells vincendo per 7-6 6-0, ma qui la storia potrebbe essere diversa e non solo per una questione di superficie. Baghdatis è certamente un giocatore in fiducia che viene dall'aver battuto uno dopo l'altro il francese Grosjean, lo scozzese Murray e l'australiano Hewitt, che sarà pure in declino ma è pur sempre uno che ha vinto questo torneo. Ieri Nadal ha liquidato Nieminen, il primo finlandese capace di raggiungere un quarto di finale in un torneo dello Slam in tre set senza mai apparire in difficoltà. La seconda semifinale tra Roger Federer e Jonas Bjorkman ha un pronostico obbligato. Federer è in serie positiva a Wimbledon da 26 incontri e in questo torneo non ha ancora ceduto un servizio. Bjorkman vede premiata la sua serietà, certamente non sperava di arrivare così avanti ma non credo si faccia illusioni. Per lo svedese si tratta della seconda semifinale in un torneo dello Slam, dopo quella raggiunta nel 1997 all'Open degli Stati Uniti e che gli aveva consentito di raggiungere il quarto posto nella classifica mondiale. Intanto per la finale del singolare femminile si sono qualificate la belga Justine Henin e la francese Amelie Mauresmo, che sono anche le vincitrici delle prime due prove dello Slam giocate quest'anno. Tra l'altro, in Australia la Mauresmo vinse perché la Henin si ritirò a partita ormai compromessa. Ci furono giustificate accuse di scarsa sportività per la belga che a parere dei più avrebbe potuto rimanere in campo e perdere. Per la Mauresmo si tratta della prima finale a Wimbledon dove si era fermata tre volte in semifinale nel 2002 e ancora nelle ultime due edizioni. La Mauresmo ha vinto il primo set, è stata in vantaggio per 3 a 1, due palle per il 4 a 1 nel secondo ma si è bloccata finendo per perdere il set. A quel punto si pensava a una delle solite crisi della giocatrice francese, invece Amelie è stata questa volta capace di riprendere il controllo del gioco e di vincere abbastanza nettamente. Nel derby belga la Henin ha confermato la sua superiorità tecnica ma anche nervosa dimostrata dal fatto che, malgrado un sostanziale equilibrio con la rivale, la Henin ha vinto tutte le partite più importanti. La Clijsters è stata in vantaggio di un break nel primo set ma dal 4 a 3 per lei ha subìto un parziale di 14 punti a 2. Anche nel secondo set la Clijsters è andata in testa arrivando a servire per il set sul 6 a 5, ma qui ha perduto il servizio a zero e la Henin ha finito per aggiudicarsi il tie-break per 7 a 4 dopo che un errore arbitrale ha danneggiato la Clijsters. Tra la Henin e la Mauresmo il bilancio dei confronti diretti è di 5 a 4 a favore della belga, che ha vinto l'ultima sfida a Berlino per 6-1, 6-2.