Il francese saluta la Roma: «Vado all'Inter, questione di stimoli»

Si presenta così Olivier Dacourt nell'ultima conferenza stampa da giocatore della Roma. Il francese lascia la capitale dopo tre anni e mezzo di militanza in giallorosso. E se ne va con l'eleganza e la schiettezza che lo hanno accompagnato fino all'ultimo giorno vissuto a Trigoria. «Sono venuto qui a parlare - spiega il centrocampista parigino - perché non volevo fuggire. A Roma sono stato benissimo. Ringrazio la società, il presidente Sensi, al quale auguro una pronta guarigione, tutti gli inservienti, i giocatori, lo staff tecnico e i tifosi che sono eccezionali. A volte ho avuto contrasti con loro perché sono un pò troppo passionali, ma è una qualità. Roma è unica e lo dice uno che ama Parigi». In sala stampa c'è anche il procuratore che, come il mestiere impone, mantiene il riserbo sulla prossima destinazione del suo assistito. Ma le carte le svela lo stesso Dacourt, sincero come sempre. «Dovrei andare all'Inter. Mi avevano cercato squadre inglesi, spagnole e francesi ma ho preferito restare in Italia. Mi dispiace lasciare la Roma ma cercavo nuovi stimoli e la proposta dell'Inter mi è sembrata interessante perché cercano lo scudetto da un pò di tempo. Hanno difficoltà a vincere? Aspettiamo le sentenze, non è mai facile quando nel campionato ci sono cose anormali... ». Un mese fa, durante le vacanze pasquali, Dacourt si è accordato con il club nerazzurro per un triennale a circa due milioni di euro netti a stagione. Cifre vicine a quelle ottenute durante la sua permanenza in giallorosso e che la società di Sensi non poteva più garantirgli. «Non ho rinnovato con la Roma per una questione di stimoli e non solo economica. Ho 32 anni e quattro figli. Nella mia condizione, anche se ti trovi bene in un club, devi pensare a tutti parametri. Poi, forse, sono diventato troppo vecchio per questa società». I ricordi più belli dell'esperienza romana Dacourt li associa all'era-Capello. «Fu lui a volermi alla Roma e io venni perché c'era lui. È il tecnico che mi ha insegnato di più ma ultimamente non ci ho mai parlato». Il rapporto con Spalletti non è iniziato nel migliore dei modi. Il rimprovero plateale del tecnico alla fine di Inter-Roma di campionato fu motivo di contrasti tra i due. «Ho 32 anni e penso che chi vuole rispetto deve darlo a sua volta. Glielo dissi a Spalletti al termine della partita e lui tre giorni dopo ammise di aver sbagliato: ha dimostrato di essere una grande persona». Con la Roma non ha vinto niente ma ci è andato vicino. «Il rammarico più grande è aver perso tre finali di coppa Italia. Mentre il ricordo positivo sono le undici vittorie di fila. Comunque, qui ho sempre dato tutto fino all'ultimo giorno e ogni mattina posso guardarmi allo specchio». La Roma ha già scelto sul mercato il suo erede, un altro francese che arriverà dallo Strasburgo. «Non conosco bene Faty. So che è promettente ma ha solo 19 anni e ha giocato poche partite. Ha le qualità ma gli manca l'esperienza». Dacourt passerà l'estate con la famiglia. Per lui la Nazionale sembra ormai un capitolo chiuso. «Domenech non è venuto nemmeno una volta all'Olimpico e quando succede questo che cosa puoi fare? Non puoi mica sparargli... Non sono tanto dispiaciuto per me ma per Mexes che ha fatto una stagione strepitosa». Ora la Roma si augura che la qualificazione in Champions arrivi grazie alla decisioni che verranno prese ben lontane da un campo di gioco. «Speriamo bene - scherza Dacourt - così avrò il premio... ». Anche Pradè ha voluto salutare affettuosamente il francese. «Non è mai successo - dice il ds - che ci fosse stato un abbraccio della società per un giocatore che partiva e lo vogliamo fare con Olivier perché ci ha dato tanto e si è sempre comportato in maniera ideale. Per lui la porta della Roma resta sempre aperta».