Peruzzi: «Dopo i Mondiali deciderò il mio futuro»

Per fortuna, verrebbe da aggiungere visto che, se la Lazio si trova nelle condizioni di poter lanciare l'assalto alla zona europea, gran parte di merito va alle sue parate fenomenali. Senza dimenticare quell'intervento a Bologna nell'aprile scorso quando, sul vantaggio di 2-1, Peruzzi respinse all'ultimo secondo un colpo di testa del giovane Dell'Acqua che avrebbe regalato il pareggio alla squadra di Mazzone. Poi retrocessa con due punti di svantaggio sulla Lazio: come a dire che senza quell'intervento prodigioso si sarebbe dovuta riscrivere la storia dello scorso campionato e i biancocelesti avrebbero rischiato di finire in B al posto del Bologna. In questa stagione poi è stato decisivo più di una volta consentendo alla squadra di centrare la salvezza anticipata e di puntare a traguardi più ambizioni, impensabili in estate. Nessuno dei compagni di squadra, soprattutto quelli che rimarranno anche il prossimo anno, vuole credere al suo abbandono. In realtà l'Angelo laziale ci sta pensando molto e alla fine potrebbe prevalere la voglia di starsene nella sua Blera dividendosi tra la famiglia e qualche battuta di caccia tra le colline a lui care. C'è anche un problema alla spalla che gli sta creando non pochi problemi a far pendere la bilancia verso l'addio. E i Mondiali sembrano essere il palcoscenico ideale per chiudere una carriera lunga e straordinaria. Il dovere dell'ambiente laziale è di fare di tutto per convincerlo ad andare avanti anche dopo la rassegna iridata. A cui Peruzzi tiene tantissimo dopo tante delusioni con la maglia azzurra: «Spero di andarci — spiega il portierone biancoceleste sorridendo davanti alle telecamere di Controcampo — ma la lista non è stata ancora diramata. Il rapporto con Buffon? Buonissimo, ci sentiamo spesso, soprattutto durante l'infortunio abbiamo avuto tanti contatti. E le telefonate di Totti? Mi ha chiamato l'anno scorso ma non ha mai chiesto di andare alla Roma. L'offerta dell'Arsenal? Rifiutai nel 2004 la loro proposta e firmai il prolungamento con la Lazio. Il futuro? Deciderò dopo i Mondiali. E poi non sono così bravo come dite, contro Siena e Livorno ho commesso due errori clamorosi, non l'ho dimenticate». Racconta anche un gustoso particolare: «Ho sentito gli applausi degli interisti dopo le parate effettuate a San Siro. Mi hanno gratificato tanto e mi hanno fatto anche un po' sorridere in campo. Solo un anno ho vestito quella maglia ma, se Moratti mi richiama torno subito», chiude ridendo. L'alternativa alla maglia biancoceleste e solo l'amata Blera e i tifosi restano col fiato sospeso in attesa di conoscere la scelta finale di uno dei portieri più forti degli ultimi trent'anni. Intanto cercherà di riportare la Lazio in Europa dopo un solo anno di assenza anche se la trasferta di Milano ha evidenziato un pericoloso calo di tensione. Peruzzi spiega: «Troppi errori in difesa, abbiamo agevolato i gol nerazzurri, ma non sono queste le partite che la Lazio deve vincere. Dobbiamo fare bene all'Olimpico negli scontri diretti per poter sperare di andare in Uefa». E in effetti il calendario sembra il migliore alleato di una squadra che ha mostrato al Meazza preccupanti limiti di tenuta mentale. Non appena di parla di Uefa arriva una sconfitta: sarà meglio per tutti quelli che hanno a cuore le sorti del club laziale evitare di fare quella parola. Anche per questioni scaramantiche.