di FRANCO BOVAIO ZAMPARINI aveva chiesto al suo Palermo di approfittare della Uefa ...

La squadra lo ha accontentato, mettendo sotto una formazione che scendeva dalla Champions e che sulla carta era favorita dal pronostico. Merito soprattutto di un gran primo tempo, in cui i rosanero hanno imbrigliato tatticamente lo Schalke e sono passati subito in vantaggio con un gol di rapina Brienza, smarcato a centro area da un tiro di Codrea e dal successivo velo di Santana. I giocatori di Papadopulo pressano e ripartono in ogni zona del campo e proprio così nasce la bella incursione di Santana che al 18' porta alla parata di Rost e al gol fallito da Barone, che sulla ribattuta calcia alto da due passi. All'attivo dello Schalke solo il colpo di testa di Larsen (32') salvato sulla linea da Barzagli e propiziato da una uscita sbagliata di Andujar. E pensare che Papadopulo doveva fare i conti con le assenze di uomini-chiave come gli infortunati Corini, Grosso e Makinwa e con quella di Di Michele, inutilizzabile in Uefa! Dentro dunque Codrea, nel ruolo di regista e Godeas, in quello di unica punta col compito di prendere a spallate la difesa tedesca. Proprio lui, al 13' della ripresa, si lancia sulla fascia destra e mette in mezzo un diagonale rasoterra che attraversa tutta l'area piccola senza che nessuno sia lì a spingerlo in rete. Poi il Palermo comincia ad avvertire la fatica e arretra nella sua metà campo. Lo Schalke prova a fare il match, ma dimostra di soffrire molto le assenze delle menti pensanti Kuranyi e Lincoln, tanto che il gioco passa tutto per i piedi del muscolare Poulsen, quello dello sputo di Totti. Si chiude con un volo d'angelo di Godeas che manda il pallone di poco a lato e un colpo di testa di Larsen che finisce sul palo, con Andujar che rischia di farsi autogol sulla respinta. Alla fine Papadopulo è raggiante: «Grande prestazione di tutta la squadra, che ha dimostrato di avere carattere e qualità. Abbiamo giocato un gran primo tempo, in cui abbiamo anche sfiorato il gol della tranquillità. Sono sicuro che in Germania ce la giocheremo alla pari, come vuole il nostro presidente, che a volte esterna in modo pesante perché ci vuole tenere sempre sulla corda».