di TIZIANO CARMELLINI È ...
A Capello non basta l'1-0 per andare avanti nella «coppetta» snobbata dalle grandi. Finisce, dopo settanta minuti giocati in dieci contro dieci, con i giallorossi che fanno la «giostra» al centro del campo emulando il «luna park» pronosticato dallo spocchioso Capello alla vigilia. E finalmente, sugli spalti nuovamente con 52mila spettatori (c'era anche Lippi), torna la miglior goliardia capitolina: gli osceni striscioni antisemiti di domenica scorsa lasciano posto alla beffa romana: «Mejo un tecnico pelato, che uno cor mento deformato» è il benvenuto per il friulano. Come da pronostico Capello arriva all'Olimpico con tutta un'altra Juve rispetto a quella vista nel match di andata al Delle Alpi. Stavolta c'è Vieira nel mezzo (ma Emerson parte in panchina) e davanti c'è Ibrahimovic con Trezeguet lasciato a Torino. La Roma, e qui il pronostico era inutile, è ovviamente la migliore che Spalletti può avere al momento a disposizione. Rispetto all'andata c'è capitan Totti (e si vede), in difesa rientra la coppia titolare Chivu-Mexes. Spalletti non vuole far sconti a Capello e mete dentro Taddei per a Tommasi. Ma non doveva essere la Juve a venire all'Olimpico e fare la gara? Così non è, perché per la prima parte di gara in campo c'è solo una squadra; la Roma. E sono proprio i giallorossi ad aprire le ostilità e smascherare, dopo tredici minuti, la pochezza di Dondarini che nega un gol «regolare» alla Roma. Parte tutto da un calcio piazzato nel quale i giallorossi applicano alla perfezione lo schema imposto da Spalletti e quando la palla finisce nel mezzo Totti, ostacolato da Balzaretti, la infila di testa nel sacco. Niente fare, per Dondarini è fallo del romanista. Prima che al fischietto sfugga definitivamente la situazione di mano, Totti ci prova ancora (16'). Gran punizione dalla distanza che passa esterna alla barriera e si andrebbe ad infilare nell'angolino senza il miracolo di Abbiati. Al 18' l'episodio che cambia la gara. Nedved falcia da dietro Totti e Ibrahimovic tira di rimbalzo il pallone sul capitano a terra. La cosa non va giù a Dacourt che inveisce contro l'attaccante: scatta il parapiglia, con i due che si spintonano con l'arbitro nel mezzo. La rissa si placa e dopo il giallo di Nedved, Dondarini tira fuori i due rossi: è dieci contro dieci. L'uomo in meno fa più danni alla Juve, forse perché la Roma ora ha più gioco, più gambe e soprattutto più idee. Al 26' ancora una gran cosa di Totti che lancia Taddei sulla fascia: sul cross nel mezzo del brasiliano De Rossi in tuffo non trova lo specchio della porta. La Roma cresce e la Juve va in affanno, la squadra di Capello perde i riferimenti e non riesce mai ad arrivare dalla parti di Curci. De Rossi, ben aiutato da Perrotta spostato sulla mediana dopo l'uscita di Dacourt, alza la barriera e da lì i bianconeri non passano. Al 37' Totti non arriva sull'ottimo assist di un inesauribile Cufrè sulla fascia sinistra del campo e tre minuti dopo ecco il primo tiro in porta dei bianconeri: altissimo il calcio piazzato di Mutu. Poi ancora Totti-show con Dondarini che ormai fischia tutto contro i giallorossi. Nel finale arriva la prima ed unica occasione juventina. Punizione dal limite di Mutu, tocco di testa di Zalayeta e Curci rimedia il primo applauso della serata. La Juve rientra in campo ha il coltello tra i denti e dopo tre minuti l'episodio che cambia la gara. Chiusura non perfetta di De Rossi, la palla che sbuca sbatte sul braccio di Perrotta in area: Dondarini non ha dubbi, è rigore...generoso, molto generoso. Mutu porta la Juve in vantaggio e ammutolisce l'Olimpico. La Roma accusa il colpo, improvvisamente smette di correre, di far gioco. La Juve sale e la partita ora si riapre e tra le due squadre c'è un Dondarini incerto che sembra aver già preso la sua decisione. Ultimi m